Il Tirreno

Livorno

Rubava soldi ai clienti: condannato

di Anna Cecchini
Rubava soldi ai clienti: condannato

Per il tribunale il commercialista Barontini deve scontare 1 anno e 6 mesi per essersi appropriato di circa 550mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Condannato a un anno e sei mesi per essersi appropriato dei soldi che i clienti gli consegnavano per pagare le tasse che dovevano allo Stato. Il giudice Carlo Cardi, del tribunale di Livorno, ha infatti emesso la sentenza di primo grado nei confronti del ragioniere Luca Barontini, fino ad alcuni anni fa titolare di uno studio di commercialista nella zona delle Cinque Strade a Rosignano Solvay, che è stato condannato per appropriazione indebita aggravata.

La vicenda è cominciata a fine 2014, quando ai componenti di un noto studio di progettazione di Rosignano Solvay viene contestato il mancato pagamento delle tasse per svariati anni precedenti (per un totale di poco meno di 100mila euro). Ai professionisti è addirittura arrivato un avviso di garanzia, e sono rimasti senza parole. Il commercialista dà rassicurazioni, ma i progettisti si affidano a un legale ed emerge che le cartelle esattoriali erano arrivate per il mancato pagamento delle somme dovute allo Stato. Lo studio di progettisti ha dovuto affrontare un processo e i professionisti sono stati assolti, ma è emerso che il commercialista si era appropriato dei loro soldi.

Durante le indagini i professionisti spiegano di aver consegnato al loro commercialista, Barontini appunto, le somme per regolarizzare le loro posizioni nei confronti dello Stato. Da qui l’accusa nei confronti del commercialista di essersi appropriato delle somme consegnategli dai professionisti.

La notizia, in poche settimane, ha cominciato a spargersi non solo a Rosignano. E così, nei mesi successivi è scoppiato il caso. Una serie di aziende e di cittadini singoli che erano clienti dello studio di Barontini si sono resi conto che anche con loro il ragioniere aveva agito in modo analogo.

L’indagine è stata seguita dalla Guardia di finanza di Cecina, che ha accertato come nel periodo precedente al 2014 le parti offese (imprese e singoli) nei confronti dei quali è stata accertata l’appropriazione indebita da parte del ragioniere, sono state 18. Gli anni per i quali la Finanza ha portato avanti le verifiche vanno dal 2008 al 2014, ma il biennio 2008-2010 è caduto in prescrizione. Dei 18 soggetti derubati, 12 si sono costituiti parti civili al processo, che si è aperto nel gennaio del 2017.

La somma totale di cui Barontini risulta si sia appropriato è di circa 550mila euro (escludendo le cifre relative al biennio 2008-2010, ormai prescritto) relativamente ai dodici costituitisi parti civili. A seguire le loro vicende gli avvocati Luca Pellegrini, Saverio Dal Canto, Valerio Misiti, Simone Cognetta (Foro di Livorno) e Marco Popolla (Foro di Latina). Mentre il legale che ha difeso Barontini è Andrea Di Giuliomaria (Foro di Pisa).

A poco più di un anno di distanza - il pubblico ministero titolare dell’inchiesta era Massimo Mannucci - è arrivata la condanna di primo grado, emessa la mattina di martedì 13 febbraio dal tribunale di Livorno in composizione monocratica. Il pm aveva chiesto la condanna di Barontini a due anni e otto mesi per il reato di appropriazione indebita, aggravata dal fatto che per commettere il reato il ragioniere si è approfittato della sua attività professionale. Il giudice Cardi ha stabilito una condanna di un anno e otto mesi, con sospensione condizionale subordinata al risarcimento delle parti civili. In pratica Barontini dovrebbe restituire ai 12 suoi ex clienti costituitisi parti civili la somma totale di 550mila euro, oltre al risarcimento del danno morale.

Barontini, che durante le indagini non ha negato l’appropriazione, ma non ha mai partecipato alle sedute e non era presente in aula al momento della lettura del dispositivo da parte del giudice, ha trenta giorni di tempo per depositare le motivazioni della sentenza. Da capire adesso se il legale di Barontini presenterà ricorso in Appello.

Vista la sentenza del tribunale di Livorno, le persone derubate, sebbene chiamate a ripagare le tasse non fornite allo Stato in passato, è possibile che otterranno dall’Agenzia delle Entrate l’annullamento di sanzioni e interessi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web