Il Tirreno

Livorno

In poco più di un anno hanno chiuso dieci negozi

In poco più di un anno hanno chiuso dieci negozi

Si punta il dito per ragioni di sicurezza contro il market che vende alcolici di notte  Tani (presidente del Ccn): «Ogni attività che chiude per noi è un vero dramma» 

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«Ogni negozio che chiude per noi commercianti è un dramma, perché è un segnale di una zona che muore ed è questa tendenza che va fermata e invertita». Roberto Tani parla sia come presidente del Centro commerciale naturale di Piazza XX Settembre e dintorni sia come titolare dello storico negozio di abbigliamento Ostrich. Si guarda indietro. Un rapido bilancio per lui che da anni è in quella piazza: «In un anno e mezzo, circa, hanno chiuso una decina di negozi e al loro posto solo saracinesche chiuse e il pericolo che siano affittate a persone che portano attività che alimentano cattive frequentazioni e problemi di sicurezza». Si punta il dito contro i minimarket h 24: si tratta di locali che anche nella vicina piazza Garibaldi residenti e commercianti non vorrebbero nel loro quartiere.

«Servirebbe una politica più stringente su queste attività che portano solo problemi e dall’altra parte torniamo a dire che questa città necessita di agevolazioni per le nuove aperture», continua. E va nei dettagli: «I progetti a livello commerciali di carattere temporaneo in realtà non aiutano: per un periodo determinato di tempo magari hai agevolazioni, come accade in Garibaldi, poi il progetto finisce e la situazione è addirittura peggiore di come era all’inizio - e per far capire - In soldoni è come se fosse un antidolorifico e non una cura». E come dice Roberto Tani, quando le insegne dei negozi si spengono, cala il buio sulla piazza.

«E cominciano i problemi - porta la sua storia Valentina Fiorilli - Con la poca illuminazione si creano zone d’ombra dove è più facile nascondersi: qui comprano le bottiglie al market la sera e poi troviamo pezzi di vetro ovunque». Ancora una volta il dito è puntato contro i rivenditori H 24 - o poco ci manca - di birre e alcolici di tutti i generi.

«Si tratta di un posto che attira cattive frequentazioni: dovrebbero vietare la vendita di alcolici dalle 21 alle 8 del mattino a chi non fa somministrazione, così il problema sarebbe risolto», suggerisce Graziano Busonero. È lui, tra gli altri, a fare una considerazione sulla chiusura di tanti negozi nella zona. «Questa piazza storicamente ha una vocazione mercatale - e fa un po’ di amarcord - prima del mercatino americano c’era lo storico mercato delle erbe». Ieri, oggi.

«Io sono stato tra quelli che ha voluto lo spostamento del mercatino americano perché era diventato una baraccopoli: dico, invece, che con un progetto ordinato, di poche baracchine ben disposte, dovrebbe tornare. Sarebbe quella vocazione mercatale che servirebbe per rilanciare veramente da un punto di vista commerciale la zona». L’idea era emersa anche oltre un anno fa, quando Caffè Tirreno, per la prima volta andò ad ascoltare le voci di piazza XX Settembre. «Chi vuole dovrebbe poter tornare, o quello oppure un altro mercato come potrebbe essere quello itinerante del Forte», continua Busonero. Da più parti si solletica questa proposta. Che sia il mercatino americano, oppure quello griffato del Forte - tanto ne abbiamo parlato in passato - in tanti chiedono che in piazza si possa ipotizzare un “mini mercato” con due file di baracchine centrali, schienate, che guardano ai negozi. «Lasciando libera la piazza in modo tale da essere vivibile e organizzare gli eventi», chiudono dal CCn.(f.s.)

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