Gioco
Spil, beni sotto sequestro ma la Cciaa vince solo a metà
La Camera di Commercio puntava a 1,3 milioni, ha avuto l’ok soltanto per 200mila euro
LIVORNO. Il “tribunale delle imprese” ha detto sì alla richiesta con cui la Camera di Commercio ha chiesto il sequestro conservativo di beni di proprietà Spil, società controllata al 61,4% dal Comune in cui – oltre all’ente camerale che detiene il 6,5% – hanno quote anche il Banco Popolare, ora Banco Bpm, e il Monte Paschi, entrambi con il 15% circa, la Provincia di Livorno e il Comune di Collesalvetti, l’una con l’1,5% e l’altro con lo 0,2%.
Ma è una vittoria a metà. Formalmente, il giudice ha accolto il ricorso presentato dalla Camera di Commercio, che da tempo chiede di uscire dalla compagine dei soci di Spil. Di fronte all’aggravarsi della crisi di Spil e all’intenzione della società di vendere il complesso immobiliare portuale di Paduletta, l’ente guidato da Riccardo Breda aveva chiesto il sequestro perché temeva di non vedersi più liquidare 1,3 milioni, cioè il valore reale della propria partecipazione nella società. L’aveva fatto indicando esplicitamente le aree di Paduletta, 82mila metri quadri (in affitto alla Cilp fino al 2028) alle spalle della Sponda Est della Darsena Toscana. Già, perché nel patrimonio di Spil c’è anche il parcheggio ex Odeon e figurano anche un’area industriale a Collesalvetti e 31 alloggi dati in affitto: ma il parcheggio è un macigno di oneri finanziari più che un fiume di ricavi, così come è arduo pensare di ottenere introiti tanto dalle case “popolari” che dall’area industriale (peraltro bloccata da una mancata modifica al regolamento urbanistico, come rileva il giudice). Inutile dire: è su Paduletta che l’ente camerale puntava per riavere i soldi, ma è su Paduletta che la Spil vuol avere mani libere perché nel frattempo ha fatto decollare il progetto di una “Spil 2” il cui 80% è stato già ceduto a privati (il gruppo di Andrea Palumbo), tant’è vero che agli inizi del novembre scorso la Spil ha pubblicato l’esito dell’aggiudicazione della gara che ha visto alla fin fine in lizza due contendenti (oltre a Palumbo, anche il presidente amaranto Aldo Spinelli)
In sostanza, però , il via libera dato dal giudice alla Camera di Commercio riguarda beni non specificamente indicati dal giudice e per un ammontare ben al di sotto di quanto richiesto: «nei limiti in cui la legge permette il pignoramento», dice la sentenza. Ma fino a 200 milioni di euro, cioè neanche un sesto di quanto richiesto: dunque, non il prezzo determinabile guardando al valore patrimoniale della società bensì, casomai, il «valore nominale della quota maggiorato per accessori». Da tradurre così: 200 milioni sono un aggravio extra su conti Spil non esattamente sfavillanti, ma è una somma che può essere ancora in qualche modo governata, diversamente da quanto avrebbe potuto condizionare la vita della società se si fosse trattato dei 1,3 milioni richiesti.
È come se il giudice avesse cercato di mettere insieme, da un lato, il sì al ricorso della Camera di Commercio e, dall’altro, l’altolà a provvedimenti che avrebbero potuto far stramazzare definitivamente al suolo i tentativi del nuovo vertice della Spil di rimettersi faticosamente in piedi.
Quanto faticosamente lo dicono le vicende di questi stessi giorni. La Spil è comparsa in un’aula di giustizia anche per lo scontro a suon di carte bollate con la Cilp (quote fifty-fifty fra Compagnia portuale e i big dell’imprenditoria privata Neri-Negri): la decisione dei giudici amministrativi è attesa per i prossimi giorni.
Riguardo all’assemblea dei soci richiesta perentoriamente dal tribunale nel procedimento innescato dalla richiesta del collegio dei sindaci revisori (in rotta di collisione con l’amministratore unico Vincenzo Piscitelli), risulta che i soci abbiano deciso di prendersi qualche giorno in più di tempo: a quanto viene riferito da fonti di prima mano, non è stato approvato il bilancio e non sono state prese decisioni, eccetto appunto quella del rinvio.
Resta da capire ora se nella vicenda del sequestro conservativo accordato ma solo in parte la Camera di Commercio e la Spil andranno avanti in questo scontro a colpi di avvocati.
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