Sicurezza
Pezzi di plastica nella frittata dei bimbi
Livorno, coinvolta una materna frequentata da cento alunni. La dirigente scolastica: «Non deve mai più accadere»
LIVORNO. Un pezzo di plastica giallo di due centimetri nella porzione di frittata servita alla mensa della scuola. Se l’è ritrovato nel piatto, venerdì scorso, una bambina di 4 anni. Un altro, delle stesse dimensioni, era nella teglia che l’addetta stava sporzionando per i piccoli di 3 anni. Immediatamente alla scuola dell’infanzia Pestalozzi in Coteto con i suoi cento bambini divisi in 4 sezioni scatta l’allarme, gestito con sorrisi e professionalità dalle insegnanti per non far preoccupare gli alunni: tutte le teglie di frittata fornite dal servizio di ristorazione scolastica comunale gestito da Cir Food (che ha vinto l’appalto nel 2014) sono state ritirate. E subito partono le procedure per la gestione della “non conformità per la sicurezza alimentare” di un prodotto cucinato al centro mensa La Mimosa di Guasticce.
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«Come scuola siamo profondamente indignati e preoccupati per quello che è accaduto: la fortuna, se così si può definire, è quella che i pezzi ritrovati nella frittata erano di grosse dimensioni e quindi sono stati notati e non ingeriti, cosa molto grave che poteva provocare lesioni e problemi seri ai nostri bambini. Queste cose non devono accadere: bisogna rivedere le procedure di preparazione dei cibi a garanzia di una maggiore sicurezza», Teresa Cini è la dirigente scolastica del circolo De Amicis. Subito tornano in mente gli insetti nel pane ritrovati, sempre a mensa, alle elementari Lambruschini ad ottobre.
È la fiduciaria del plesso Pestalozzi, Sara Brilli, ad aver vissuto in prima persona il grave episodio e ad aver subito informato chi di dovere. «Ad oggi aspettiamo il risultato delle indagini interne avviate da Comune e Cir Food per capire formalmente di che cosa si sia trattato: pare fossero resti del tappo, oppure dell’anello sottostante al tappo, in plastica gialla, del preparato utilizzato per fare la frittata».
Brilli va nei dettagli. «Al momento della somministrazione le operatrici del servizio Cooplat hanno servito il pasto, poi abbiamo provveduto al taglio della frittata per la sezione dei bambini di 3 anni ed una collega tagliando si è accorta che all’interno della frittata e non visibile ad occhio, era presente un pezzo di plastica giallo, grande circa un paio di centimetri. A quel punto abbiamo sospeso la somministrazione e tolto a tutti i bambini i piatti ancor prima che cominciassero a mangiare. Nell'altro refettorio, è stato trovato un altro pezzo delle stesse dimensioni all'interno di un altro piatto, ma avendolo rinvenuto solo dopo aver già somministrato a tutti il pasto alcuni bambini avevano già iniziato a mangiare e altri avevano finito».
C’è stato anche un terzo ritrovamento: «Un collaboratore, spazzando il pavimento di uno dei 2 refettori, ha trovato per terra un ulteriore frammento di plastica di piccole dimensioni». Forse è un frammento che qualche bambino si è ritrovato in bocca e che poi ha sputato fuori? Tutto può essere. Dalle Pestalozzi è arrivata la segnalazione subito a Cir Food, Cooperativa 8 Marzo, responsabile Hccp della Cooperativa Cooplat, Rosa Gallo e Franca Sala (del Comune), Teresa Cini e ufficio della Direzione didattica. «I responsabili Cir Food, 8 Marzo e Hccp Cooplat sono arrivati a scuola per controllare quanto accaduto e visionare i resti trovati nel cibo, resti che poi sono stati presi sia dai responsabili del centro pasti che da un operatore del Comune per essere portati in laboratorio per le analisi».
L’episodio ha fatto il giro della scuola. Con genitori preoccupati in cerca di chiarimenti: i pezzi trovati sono i soli ad essere finiti nella frittata, servita come da menù comunale in tutte le scuole? Di che cosa si è trattato? «Ogni docente presente a mensa ha contattato le rappresentanti e spiegato nel dettaglio quanto accaduto», chiude Brilli.
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