Gioco
Interporto, traffici in crescita
Movimentate 6 tonnellate di merce. Balzo nel flusso di camion (ora 650mila) e soprattutto di treni
GUASTICCE. L’interporto di Guasticce si sta scrollando di dosso la lunga fase di guai che, in virtù di una zavorra finanziaria, ne hanno azzoppato la crescita. Dipende anche dal fatto che la nuova Authority è sempre più coinvolta e conta di utilizzarne una buona fetta come spazio retroportuale che “allunghi” le banchine. Non dev’essere un caso, dunque, se un breve flash di statistiche arriva ora con la “firma” di Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione guidata da Stefano Corsini.
Ma tutto questo è un fiorire di belle intenzioni finché non sono le dinamiche del mercato a far ingranare la marcia alle statistiche dei volumi. È importante dunque che, come viene sottolineato, il 2017 sia risultato un anno «positivo con segnali di crescita sia in termini di risultati che di volumi di affari».
Dal quartier generale della società interportuale – presidente Rocco Guido Nastasi, amministratore delegato Bino Fulceri – viene messo in rilievo un indicatore-chiave per attestare «la buona salute dell’Interporto Vespucci: nel 2017 il numero di transiti totali presso i varchi interportuali è stato di 650mila autotreni rispetto ai 605mila del 2016, con un incremento pari a circa il 7% del flusso logistico». Se mettiamo in fila questo dato con quello del 2015 ci accorgiamo del balzo che è stato compiuto in un lasso di tempo pure così breve: nel 2015 si contavano 448 camion, oltre duecentomila in meno rispetto al dato di due anni più tardi. Tradotto in percentuali: più 45,1% in un biennio.
Complessivamente, la movimentazione di merci di differente tipologia ha raggiunto i 6 milioni di tonnellate di merce di varia natura.
Ma è soprattutto sul fronte ferroviario che si rileva un cambio di marcia: il dossier statistico dell’interporto di Guasticce dice che lo scorso anno «sono arrivati e partirti dall’interporto 424 treni, con un aumento generale del 19,8% rispetto all’anno precedente». Basta dare un’occhiata agli archivi per notare che appena due anni prima questo numero era ben al di sotto della metà, anzi era grossomodo un terzo (141).
Solo pochi mesi fa una parte delle aree dell’interporto erano finite nel mirino di un colosso cinese che ha l’intenzione di impiantare un polo industriale per le auto elettriche. Non solo: non è passata neanche una settimana dall’annuncio che hanno messo radici in quelle aree di Guasticce due società controllate dal gruppo Gavio, uno dei giganti industriali italiani. E sta andando bene il gruppo Omaelba (Officine Opus) che all’interporto ha una delle proprie sedi principali).
A dirlo è proprio l’Authority: «Il Polo di Guasticce sta diventando sempre di più un hub strategico per il sistema portuale del mar Tirreno Settentrionale». Lo ripete snocciolando i risultati sul fronte delle strategie per calamitare a Guasticce nuove realtà: ad oggi – si afferma – sono «insediate presso l’interporto 57 imprese» mentre due anni fa erano tutt’al più una quarantina. È un arcipelago di aziende che genera «un fatturato complessivo annuo di circa 326 milioni di euro con un’occupazione diretta di 536 addetti a cui si aggiunge un indotto di circa 693 addetti».
Mauro Zucchelli
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