Il Tirreno

Livorno

primo round in consiglio 

Bilancio del Comune, opposizioni all’attacco

LIVORNO. Nella prima tappa della due giorni del consiglio comunale gli assessori illustrano gli emendamenti al Dup (documento unico di programmazione), poi lasciano spazio agli atti d'indirizzo dei...

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LIVORNO. Nella prima tappa della due giorni del consiglio comunale gli assessori illustrano gli emendamenti al Dup (documento unico di programmazione), poi lasciano spazio agli atti d'indirizzo dei consiglieri. Marco Cannito (Cd) propone lo stop alle sanzioni per chi si trova in difficoltà con il porta a porta, mentre Sandra Pecoretti (Ll) vorrebbe l’abbattimento delle barriere architettoniche al nuovo palco di piazza Garibaldi e proposte di bilancio a favore degli alluvionati. Tutti d’accordo per le verifiche e la messa in sicurezza degli scuole.

Poi Elisa Amato (Fi) apre il fuoco: «I sogni della giunta non hanno riscontro nel Dup, e troppe sono le novità a ridosso della scadenza di mandato. Il bilancio di previsione manca di progettualità e contraddice le promesse elettorali, non c’è sviluppo né confronto, e il tavolo sulla Tari (benché positivo) arriva in ritardo». La vicesindaca Stella Sorgente ribatte insieme all'assessora Valentina Montanelli, ma Cannito riprende: «Mancano una visione globale del bilancio preventivo, e siamo lontani dal bilancio partecipato. Continua il ricorso allo scomputo per la realizzazione delle opere, e si va a testa bassa senza un piano per la mobilità. L'inceneritore brucia gli sforzi dei cittadini e i contributi alle associazioni vengono erogati senza trasparenza». Alessandro Mazzacca (Ll) affonda il colpo: «I soldi per le politiche sul lavoro a livello locale ci sono, ma ci avete sempre bocciato le mozioni. Avevate alzato le imposte per realizzare il programma, che però non viene concretizzato. La tariffazione puntuale sui rifiuti è un'illusione, mentre il Ptf ha portato all’assunzione sicura solo del direttore generale». Pietro Caruso (Pd) alza il tiro: «Questo piano triennale dei lavori pubblici è un rischio, e mentre le piste ciclabili sembrano ormai inderogabili, il boom del recupero dell’evasione ha un tempismo sospetto. Intanto l'ippodromo ha chiuso e troppi sono i bandi (come quello contro il dissesto idrogeologico) per i quali il Comune non ha presentato un progetto».

Dalla maggioranza M5S Francesco Bastone difende l'operato dei suoi. Chiude Andrea Raspanti (Futuro): «Con meno entrate e uscite invariate i vincoli di bilancio sono sempre maggiori. Il Dup è povero, non avete il polso del territorio e quindi non potete programmare. Livorno sta peggio di quel che credete».

Matteo Scardigli

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