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Livorno

E l’Arena Astra rischia di chiudere

E l’Arena Astra rischia di chiudere

Livorno, «Il Comune ci impone tariffe troppo basse per l’affitto della palestra e non riusciamo a pagare i debiti»

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LIVORNO. Lo storico circolo Arena Astra, che per oltre mezzo secolo ha fatto da seconda casa a migliaia di operai di quello che fu il cantiere navale, rischia di chiudere. Il grido di allarme arriva dagli attuali dirigenti, pensionati della fabbrica legati da un cordone ombelicale a quei locali dove si pranzava, si giocava a carte, ci si trovava il sabato e la domenica con mogli e figli, si discuteva e si preparavano le lotte sindacali.

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Il problema sono gli impianti sportivi, in particolare il “pallone”, la tensostruttura costruita una quarantina d’anni fa dentro alla quale sono passate generazioni di cestisti, ma anche giocatori di pallavolo e atleti di altri sport. «Quell’impianto ce lo siamo costruito con un mutuo, che abbiamo pagato con i soldi del gabbione», raccontano il presidente del circolo Nicola Persich e il suo vice Alfredo Fagni.

Ora però quell’impianto è diventato un problema. «Perché passati vent’anni il Comune ne è diventato proprietario e ci impone un tariffario che per noi è insostenibile - spiega il consigliere Adalberto Roncucci, storico ex direttore del cantiere -. Ci considerano gestori, ma noi siamo costretti a subire prezzi troppo bassi che ci creano un debito».

Il motivo è presto detto: «Consumo delle luci, riscaldamento della palestra, accensione della ventola contro l’umidità, pulizia del campo e degli spogliatoi, docce calde, vigilanza. Le spese che dobbiamo sostenere per l’utilizzo del “pallone” sono alte e documentabili - sostiene l’amministratore del circolo, Alfredo Pinto -. Ma la tariffa imposta dall’amministrazione comunale è insostenibile».

Il tema è caldo. E apre uno squarcio su una problematica più ampia, quella degli impianti sportivi in città, della loro carenza, dei loro costi.

Secondo i dirigenti dell’Astra, la tariffa minima per non affondare (senza fare manutenzione) è di 20 euro nette l’ora. «La mattina diamo la struttura all’istituto Vespucci, a 6.90 euro l’ora. Lo facciamo volentieri per il fine sociale che riteniamo di avere. E poi ci sono meno spese, i ragazzi non fanno la doccia», dice Persich.

La tariffa imposta dal Comune il pomeriggio invece è di 14 euro, compresa Iva. Tutti i giorni la palestra è utilizzata da due società di basket, la Libertas e l’Us Livorno, La Stella di pattinaggio e il Borgo Rosso di volley. «Ma la cifra è troppo bassa, prima ci serviva per pagare l’affitto al Comune, ora non basta più».

Giulio Corsi
 

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