Il Tirreno

Livorno

Posteggiatori abusivi nomadi e molestatori davanti all’ospedale

di Giulio Corsi
Posteggiatori abusivi nomadi e molestatori davanti all’ospedale

Utenti costretti tutti i giorni a fare lo slalom tra chi chiede soldi Donne e anziani vittime dei volontari per le firme antidroga

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LIVORNO. A Pisa, negli enormi piazzali intorno a Cisanello, da anni sono diventati un tormento per chi deve recarsi in ospedale. Da noi, finora, i posteggiatori abusivi avevano fatto capolino soltanto nel parcheggio di via della Meridiana. Ora però hanno allargato il loro raggio d’azione e sono apparsi anche in viale Alfieri.

Da mercoledì scorso, tutte le mattine, in quattro sono all’opera sul marciapiede del poliambulatorio e sul lato opposto della carreggiata, davanti alla farmacia comunale. Lì gestiscono (o provano a gestire) il traffico di chi arriva con l’auto alla non facile ricerca di un posto.

Appena qualcuno va via e si libera un “buco” ci si piazzano davanti e smanacciano all’automobilista che sbuca sul marciapiede della camera mortuaria o del bar Papillon indicandogli dove poter parcheggiare. Poi lo aiutano a far manovra e quando quello apre lo sportello provano a chiedere la mancia. Qualcuno estrae qualche spicciolo dalla tasca e lo regala, tanti tirano a dritto.

La scena va avanti dalla prima mattinata, quando il poliambulatorio registra il maggior afflusso, fino a mezzogiorno passato, e coinvolge centinaia di persone che per lavoro o per necessità devono recarsi in ospedale.

I modi, va detto, non sembrano pressanti come quelli dei parcheggiatori abusivi pisani (finiti più volte al centro di blitz delle forze dell’ordine), ma qualche cittadino non ha gradito e in diversi hanno segnalato la novità al nostro giornale. «Andare in ospedale non è mai piacevole, per di più bisogna fare lo slalom tra chi chiede i soldi», è la riflessione che ha accomunato le proteste giunte in redazione.

Come dar loro torto? Si può affermare, senza essere tacciati di insofferenza xenofoba, che questo tipo di questua sia in genere sgradita e possa diventare addirittura mal sopportabile davanti ad un luogo dove si va per curarsi o per assistere chi è ricoverato.

Ma nel caso di viale Alfieri i parcheggiatori abusivi sono solo l’ultimo dei fastidi che è costretto a subire chi si trova a varcare la soglia dell’ospedale. I livornesi quasi si sono abituati alle nomadi piazzate davanti al poliambulatorio che allungano la mano a chi entra e chi esce e a quelle che vanno su e giù sul marciapiede chiedendo soldi. Anche loro ormai talmente “integrate” nella routine quotidiana di quel luogo da non destare più sorpresa.

Molto più insistenti e spesso letteralmente molesti i volontari di alcune associazioni che con i loro banchetti si piazzano davanti all’entrata dell’ospedale e chiedono una firma contro la droga (e insieme pretendono un contributo che non può essere più basso di 10 euro).

Anche in questo caso, dopo alcune segnalazioni giunte in redazione, li abbiamo recentemente seguiti e filmati mentre importunano gli utenti del poliambulatorio: le “vittime” sono scelte con attenzione, quasi sempre donne e anziani. I ragazzi, con una penna in mano, le approcciano con un sorriso, una battuta, una riflessione al volo sulla droga. Poi chiedono una firma e subito dopo i soldi. Un euro non basta, ne servono 10. A chi prova ad evitarli si piazzano davanti, in marcatura stretta, quasi a ostacolarne il passaggio. Li seguono per alcuni metri, anche spaventandoli. Talvolta l’insistenza paga e qualche anziano versa l’obolo. Altre no e dopo un po’ per fortuna i volontari interrompono “l’inseguimento”. Ma resta la molestia, alla luce del sole, eppure impunita.

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