Gioco
Lavori e proteste «L’asfalto è stato rifatto male»
Nel mirino l’intervento di Asa in via Donnini «Pericoli segnalati solo dopo le polemiche»
LIVORNO. Sono durati cinque giorni quei lavori di riparazione ad una condotta fognaria. Da lunedì scorso fino a venerdì addetti dell’Asa all’opera tra via Donnini e via Lunardi . Ma quando il cantiere è stato smantellato, i residenti del quartiere Sorgenti si sono trovati di fronte a una sorpresa decisamente sgradevole. Soprattutto perché pericolosa per ciclisti e scooteristi.
Asfalto sconnesso e manto stradale nuovo troppo “granuloso” (a rischio caduta per mezzi soprattutto a due ruote): questo è quello che è stato lasciato. Così gli abitanti del quartiere hanno iniziato a lamentarsi, inviando alcune segnalazioni al Comune e chiamando Il Tirreno per denunciare la situazione. Anche su facebook, tant'è che sabato pomeriggio gli operai sono dovuti tornare per sistemare i lavori e rendere più sicuro il passaggio di auto e mezzi a due ruote. «Il brecciolino è grossolano, l'asfalto è fatto male. Attenzione soprattutto agli scooter e ai motorini», il nostro lettore Mauro Bacci lo ha anche scritto su Facebook proprio sabato mattina.
Un grosso disagio lo ha avuto tutta la settimana Gianfranco Bigazzi, che gestisce l'edicola 61 all'incrocio tra via delle Sorgenti e via Lunardi.
«Mi hanno ingabbiato. Tra linee telefoniche, fognature e altre tubature, io sono stato rinchiuso dalle transenne per quasi sette giorni».
Oltre al danno di avere i lavori davanti, anche la beffa che l'asfalto era stato fatto male e che metteva a rischio l’incolumità di chi si ritrovava a passare, soprattutto scooter e moto.
«Dovevano sistemare i tubi sottoterra, ok. Sono lavori da fare e non lo metto in dubbio. Il problema è che per farlo, hanno chiuso tutto e mi hanno impedito di vendere normalmente. Io ho atteso con pazienza che se ne andassero, ma quando hanno tolto tutto, ci siamo accorti che l'asfalto era messo male. Perciò sono dovuti tornare per sistemare le cose, chiudendo la strada un'altra volta. È stata questa la cosa che ci ha fatto perdere la pazienza. Non è possibile creare un disagio così prolungato a chi lavora».
Ieri mattina, comunque, il cantiere non c'era più, ma in mezzo all'incrocio erano spuntati dei cartelli stradali a delimitare - a mo’ di transenne - un pezzo di asfalto ancora sconnesso rispetto al resto della carreggiata.
Si vedeva bene, inoltre, la differenza tra i due diversi asfalti utilizzati. «Io cerco di tenere bene il mio spazio – continua Bigazzi – in una strada che, in generale, è pochissimo curata. Queste cose non mi vanno giù. Hanno ammucchiato tutto l'asfalto in esubero al lato della strada, lasciano nel mezzo sassetti e detriti». Gianfranco Bigazzi dalla sua edicola ha visto ogni movimento.
«Quando gli operai sono tornati hanno rimesso i cartelli e poi sono andati via di nuovo. Non è che la situazione sia molto migliorata...».
Tutto ciò ha causato anche una netta perdita economica, per quanto riguarda la mia attività. «In questa settimana – conclude l'edicolante – ho perso dai 30 ai 50 Tirreno al giorno che mi sono rimasti invenduti per colpa dell'ingabbiatura. Per non parlare di tutto il resto, giochi, riviste e articoli vari. I clienti andavano da altre parti. Spero che d'ora in poi i lavori siano finiti veramente e che possa tornare alla mia normale attività».
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