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Livorno

Torre del Marzocco, qualcosa si sblocca

Torre del Marzocco, qualcosa si sblocca

Disco verde della Soprintendenza a riportare l’acqua tutt’attorno. Il ministero: procedura più snella

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LIVORNO. L’avvocato Giuliano Gallanti quand’era al timone del porto di Livorno aveva lanciato provocatoriamente l’idea di smontarla – come i templi egizi di Abu Simbel per costruire la diga di Assuan – e spostarla fuori dalla selva di gru, banchine e container. Il progetto per restituire l’“acquaticità” alla magnifica torre quattrocentesca del Marzocco non è altrettanto dirompente ma è riuscito a fare un passettino in avanti. Lo annuncia l’Authority guidata dal presidente Stefano Corsini.

A parte il fatto che l’idea di ripristinare il bacino d’acqua tutt’attorno a questa torre – alta 54 metri e completamente rivestita in marmo bianco – ha incassato il parere favorevole della Soprintendenza, da Palazzo Rosciano si segnala che «per riportare agli originari splendori il manufatto rinascimentale non servirà passare dalla Valutazione di Impatto Ambientale (Via), ovvero dalla procedura che ha lo scopo di individuare, descrivere e valutare, in via preventiva alla realizzazione delle opere, gli effetti sull'ambiente, sulla salute e benessere umano di determinati progetti pubblici».

È stato il ministero dell’ambiente, tramite la Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali, a dare semaforo verde al progetto: dopo aver acquisito il parere favorevole della Commissione tecnica di verifica di impatto ambientale, è stata disposto che il progetto viene esclusa dalla procedura di Via.

«Il procedimento di screening si è concluso con esito positivo», ribadiscono dal quartier generale dell’Authority. Ma obbligando l’istituzione portuale a «conformare il progetto ad alcune prescrizioni di mitigazione ambientale».

Il progetto dell’ “acquaticità” della torre prevede che, dopo l’ultimazione del secondo lotto del banchinamento lato nord del canale di accesso, l’Authority costruirà un canale attorno alla Torre, che sarà preliminare alla realizzazione dell’acquaticità. Verranno costruite le sponde che costituiranno il contorno del futuro specchio acqueo che circonderà la torre, dicono i tecnici dell’ente. Prima di escavare lo specchio acqueo e di riportare l’acqua attorno alla torre, i vari soggetti competenti dovranno eseguire i lavori di restauro conservativo sia della Torre che delle fortificazioni intorno ad essa. Poi, finalmente, questo gioiello “prigioniero” del porto tornerà raggiungibile e visitabile.



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