Il Tirreno

Livorno

«12 anni per ristrutturare l’ospedale di viale Alfieri»

di Enrico Paradisi
«12 anni per ristrutturare l’ospedale di viale Alfieri»

De Lauretis torna a chiedere al sindaco di disdire il vecchio accordo di programma E sulle ecografie affidate ai privati replica ai sindacati: «Nessuna privatizzazione»

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LIVORNO. Casa della Salute all'Ipercoop, ospedale nuovo, inefficienze organizzative e strutturali, liste di attesa e spettro privatizzazioni: Maria Teresa De Lauretis direttore generale Usl Toscana Nord Ovest, affiancata dal responsabile di zona Carlo Giustarini, ha risposto punto su punto alle sollecitazioni avanzate in commissione dai consiglieri comunali che hanno rilanciato i temi portati alla pubblica attenzione dal Tirreno negli ultimi mesi.

NESSUNA PRIVATIZZAZIONE. «La "privatizzazione" è un tema ricorrente, esiste oggi una legge che dice che il privato convenzionato non può superare la cifra di quanto è stato dato nel 2013 meno il 3%», ha spiegato. Quindi non c'è alcuna privatizzazione in atto per il dg dell’Asl. «Nella diagnostica - ha spiegato De Lauretis - integriamo l'offerta pubblica con il privato per la necessità di reperire specialisti come ad esempio è il caso di radiologi che riusciamo a trovare con estrema difficoltà».

OSPEDALE NUOVO: LO STALLO CONTINUA. Sulla quesitone ospedale, «che stiamo cercando di sistemare», De Lauretis ha sottolineato come sarebbe utile uscire dallo stallo in atto: «Prima si esce da questo stato di sospensione meglio è. Bisogna togliere lo scoglio del vecchio accordo di programma: se si aspetta che decada si perde un altro anno». E poi tracciando il percorso in salita della eventuale ristrutturazione: «Mi piacerebbe sedermi con calma con i sostenitori della ristrutturazione: per farla abbiamo bisogno di almeno 4 anni per liberare un'area di cantiere di 1/3 dell'ospedale, e passare dunque i prossimi 12 anni ridotti di volta in volta di 1/3 della struttura, dovendo sopportare ristrutturazioni in contemporanea».

LA CASA DELLA SALUTE ALL’IPERCOOP. Il dg ha smussato alcuni angoli sulla casa della salute all'Ipercoop, confermando quanto Giustarini aveva già detto in un’intervista al nostro giornale. «Qui siamo alla fine di un mandato esplorativo, su una ipotesi che ci è stata avanzata dall'amministrazione comunale, ma non ci sono impegni da parte di nessuno». La gestione è sempre pubblica, si tratta soltanto di capire se costruire le strutture per accogliere il servizio o affittare i locali. Si tratta di una struttura da 2mila metri quadri. Ipotesi tutte aperte, dunque, e confronto aperto in parallelo anche con medicina generale.

30 INFERMIERI IN PIÙ. Anche sul fronte della carenza del personale De Lauretis ha spiegato che negli ultimi anni sono aumentati sia gli infermieri, una trentina, che i medici (una quindicina). Sempre per replicare alle carenze dell'area livornese ha ribattuto che sono stati creati posti letto per le cure intermedie a Villa Tirrena, snellendo così il lavoro dell'ospedale. Poi sulle liste di attesa c'è stata l'introduzione dell'open access, per garantire entro tre giorni la prestazione. Si è cominciato con le ecografie e lo stesso verrà fatto a breve anche con per la risonanza magnetica. Stesso discorso vale per le visite cardiologiche e neurologiche che però sono state implementate con risorse aziendali. Se è vero che i Cup sono congestionati, ha poi ammesso, il nuovo software consente però di poter fare alcune operazioni da casa snellendo la coda.

PRENOTAZIONI ANCHE NELLE FARMACIE? «Se le farmacie comunali aderissero al sistema di prenotazione potrebbero snellire ulteriormente il sistema come funziona».

Il modello consultoriale è il migliore dell'azienda qui a Livorno e cerchiamo così come il modello di cure palliative esportarlo in altre città. L'ospedale di Livorno ha ottimi professionisti in molti casi punti di riferimento di altri colleghi, tant'è che quest'anno gli interventi chirurgici cono aumentati del 10 % (480 circa in più su oltre 5 mila interventi l'anno), quindi quello che si è seminato - ha aggiunto - sta dando i frutti. A parte l'apertura del secondo padiglione De Lauretis ha ricordato che è stata attivata la chirurgia della mammella, rafforzando anche la chirurgia interventistica. Ha poi rivendicato i miglioramenti del pronto soccorso, considerando i 70 mila accessi l'anno (200 persone al giorno) con punte improvvise, la riorganizzazione degli spazi, il nuovo primario e i 4 posti ricavati per la medicina di urgenza.



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