Il Tirreno

Livorno

Fratoianni e il Moby «L’inchiesta deve essere riaperta»

di Maria Giorgia Corolini
Fratoianni e il Moby «L’inchiesta deve essere riaperta»

Il candidato di Liberi e Uguali parla anche dell’alluvione  «I morti sono colpa di politiche scellerate sull’edilizia»  

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LIVORNO . Una breve silenziosa parentesi di commozione ha accompagnato l’arrivo a Livorno del segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, candidato alla Camera con Liberi E Uguali e primo in lista nel collegio proporzionale Toscana 2 (Poggibonsi, Pontedera, Pisa e Livorno): insieme agli altri candidati di Leu Paolo Fontanelli, Claudio Riccio, Catia Sonetti, Fabrizio Pucci e Monica Bellandi.

L’ex braccio destro di Nichi Vendola ha infatti deposto un mazzo di fiori alla lapide che ricorda le 140 vittime del disastro del Moby Prince dopo aver incontrato il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime Loris Rispoli al circolo Arci #iosono141 di via Terrazzini.

«La disuguaglianza non si combatte solo con le lotte per il lavoro e contro la precarietà ma anche su fronti come questo, impegnandosi affinché sia restituita dignità a chi ha subito un’ingiustizia», ha detto Fratoianni, che insieme agli altri candidati ha promesso il proprio impegno personale affinché il nuovo Parlamento, nel dopo voto, spinga la magistratura a riaprire il caso alla luce degli elementi di novità emersi grazie al lavoro della commissione parlamentare.

«La commissione ha ristabilito i capisaldi, reali ma dolorosi per noi parenti delle vittime, dal momento che abbiamo avuto la certezza che i nostri cari siano morti dopo tanta sofferenza: arrivati a questo punto non chiediamo più che venga fatta luce sulla verità ma non ci arrenderemo finché non sarà fatta giustizia – ha spiegato Loris Rispoli, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime – i 140 morti avranno pace solo quando i responsabili finalmente pagheranno».

Fratoianni ha poi ricordato le vittime dell’alluvione dello scorso 10 settembre, insistendo sulla necessità di «uscire dallo stato di emergenza perenne in cui vive il nostro paese» e tornare a programmare, impegnandosi anche nella tutela del territorio: «Se in questi anni si fosse investito con continuità in un’urbanistica differente, evitando di costruire dove non avremmo dovuto – ha continuato Fratoianni – gli 8 morti non ci sarebbero stati».

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