Gioco
AiutiamoLi dà una mano a 98 famiglie
Al progetto #ripartiLivorno sono stati donati 257mila euro: ecco come si è deciso di usarli
LIVORNO. Cinque mesi. Sabato per Livorno ricorreranno i cinque mesi dal nubifragio che la notte del 10 settembre si è portato via nove vite e ha distrutto pezzi di città. Nei giorni successivi al disastro, mentre tante famiglie e imprese provavano a rialzarsi, fuori e dentro i confini dei Quattro Mori sono scattate piccole grandi raccolte di fondi. Molte di queste sono confluite in due contenitori: il conto aperto dal Comune (Livorno nel cuore) e AiutiamoLi. Come sono stati, o saranno, usati questi soldi? È la Caritas a tracciare oggi un primo bilancio di #ripartiLivorno, il progetto messo in campo per gestire le risorse raccolte con AiutiamoLi (promosso dal calciatore Giorgio Chiellini in collaborazione con Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci) e attraverso il Fondo di solidarietà della stessa Caritas.
In tutto nello scatolone di #ripartiLivorno sono arrivati 257.018 euro: più di 212mila nel conto di AiutiamoLi, il resto nel fondo Caritas. La commissione di valutazione composta da suor Raffaella Spiezio, Luciano Barsotti, Lamberto Giannini, Riccardo Vitti, Stefano Caturegli, Stefano Taddia, Annalisa Mennella ed Elvira Cosentino ha già deliberato aiuti per 207.944 euro. A chi? A 98 famiglie (in tutto 264 persone, compresi 49 minori)prese in carico dallo sportello aperto nel centro di ascolto di Tirretta subito dopo l’alluvione. Di queste 98 famiglie, 28 abitano in Collinaia, 20 a Stagno, 14 a Salviano, 12 ad Ardenza, 8 alla Valle Benedetta, 5 a Montenero, 5 allo stadio e 6 in altre zone della città. «Il 45% delle richieste – spiegano dalla fondazione diocesana – ha riguardato il sostegno economico per interventi di ripristino delle abitazioni, il 30% l’acquisto di elettrodomestici e mobili, il 15% la riparazione di mezzi, il restante 10% consulenze specialistiche, soprattutto legali e psicologiche».
«Il nostro progetto – ricorda suor Raffaella – ha come obiettivo sostenere e accompagnare le famiglie colpite nel lungo e delicato cammino di ritorno alla normalità». Guardando a cittadini, aziende e associazioni che hanno fatto donazioni in denaro o in beni: «È stata una straordinaria prova di senso di comunità che sta a noi e alla città saper valorizzare in futuro. Lo dobbiamo innanzitutto ai giovani, che sono stati il cuore della reazione di Livorno a questo disastro».
A settembre anche la Cei si è detta pronta a dare una mano, annunciando un contributo fino a un milione di euro. Quel contributo, spiega suor Raffaella sul sito Caritas, «sarà utilizzato per mettere in piedi un progetto di lungo respiro di cui abbiamo definito le linee generali con Caritas italiana». Una parte del finanziamento «servirà a sostenere nel tempo le famiglie più fragili tra quelle colpite con contributi per il pagamento di utenze, canoni di affitto ed eventuali spese sanitarie»; un’altra parte «per organizzare eventi di formazione e sensibilizzazione sui temi della cultura del rischio e del rispetto del creato, nonché per realizzare un lavoro di documentazione». Una parte sarà infine utilizzata «per la costruzione o la ricostruzione di luoghi di comunità nei quartieri danneggiati».
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