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Livorno

Cede l’asfalto per 15 metri: transenne e corsia ridotta lungo il viale del Risorgimento

Cede l’asfalto per 15 metri: transenne e corsia ridotta lungo il viale del Risorgimento

Livorno, dopo la segnalazione a Palazzo Civico è scattata la messa in sicurezza.  Il Comune: «Lunedì 5 febbraio una squadra sul posto per il ripristino»

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LIVORNO. Tra i quindici e i venti metri di transenne spuntate sabato 3 febbraio, al mattino. Transenne che corrono lungo quel viale del Risorgimento che è una delle arterie principali del quartiere Stazione. E che, soprattutto, riducono le due corsie stradali presenti in quel tratto, ad una. Con non pochi disagi sul traffico.

«Ha ceduto l’asfalto stradale, ho ricevuto la telefonata dell’assessore Aurigi e subito ho mandato la squadra del pronto intervento comunale per mettere in sicurezza quel tratto e segnalare il pericolo con le transenne», spiega il geometra comunale Massimo Poli che si occupa del settore.

Così è. Sul viale del Risorgimento, all’altezza dell’incrocio semaforico con viale Carducci, oltre una quindicina di metri di strada sono offlimits. Praticamente il viale del Risorgimento in quel punto è diviso in due corsie per chi viaggia in direzione Stazione ferroviario (una sola corsia per chi va verso il quartiere di Colline): una delle due corsie è dedicata a chi gira a destra verso la Stazione e  il ponte che porta alla Variante e l’altra per le auto che girano a sinistra verso il centro città, per capirci.

Fino a lunedì 5 febbraio la corsia dedicata a chi gira a destra (quasi interamente) è occupata dalle transenne, appunto. Un occhio alle condizioni del manto stradale in quel tratto: il cedimento è evidente, così come quella buca che si è formata.

Il cedimento ha causato non pochi problemi alla circolazione. Anche perché il semaforo ordina lo scorrimento del traffico in due fasi diverse, per chi va a destra e per chi va sinistra.

Fino a lunedì 5 febbraio i mezzi diretti verso la Stazione sono obbligati, quindi, a incolonnarsi dietro agli altri diretti verso il centro città. E sono costretti ad aspettare i tempi del semaforo che, appunto, sono differenti. E allora c’è chi comincia a suonare il clacson e a perdere la pazienza. «L’importante era mettere in sicurezza la situazione», chiude il geometra comunale.


 

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