Gioco
Accampati a San Rossore a caccia di cinghiali, bracconieri in trappola
PISA. Avevano allestito abusivamente una struttura di legno in un’area del Parco di San Rossore nei pressi di Tombolo. Una postazione di fortuna per tendere un “agguato” notturno ai cinghiali di...
PISA. Avevano allestito abusivamente una struttura di legno in un’area del Parco di San Rossore nei pressi di Tombolo. Una postazione di fortuna per tendere un “agguato” notturno ai cinghiali di passaggio, cercando di adescarli distribuendo nell’area del mais per poi colpirli con armi modificate e di dubbia provenienza. In trappola sono però finiti i due bracconieri “seriali” che nei giorni scorsi sono stati scovati dal personale del corpo guardiaparco. Durante un’operazione di controllo antibracconaggio, le guardie hanno sorpreso due uomini impegnati in una battuta di caccia abusiva nella zona del Bosco dell’Ulivo, un’area protetta e off-limits per i cacciatori. Si tratta di un 72enne e di 49enne, entrambi residenti a Cascina, per i quali è scattata una denuncia. I due, sprovvisti di porto d’armi e già denunciati nel 2011 per attività di caccia in aree protette, sono stati sorpresi in una piccola struttura di legno nascosta tra la vegetazione in “compagnia” di un mini arsenale. Oltre a lampade, decine di proiettili, un coltello per eviscerazione, corde, una fionda e mais per attirare gli ungulati, il personale di vigilanza del Parco ha rinvenuto anche un fucile calibro 20, modificato per utilizzare munizioni calibro 38, probabilmente di provenienza clandestina. Sull’arma erano stati anche posizionati un silenziatore, un visore notturno con intensificatore a infrarossi e un puntatore laser. L’arma e le altre attrezzature sono state sequestrate e messe a disposizione dell’autorità giudiziaria. Ai due sono state contestate numerose violazioni: introduzione di armi e caccia nell’area del Parco, possesso di arma alterata, uso di silenziatore, porto abusivo di armi e foraggiamento di cinghiali e daini (uno dei più recenti reati, introdotto con la legge 221 del 2015 per far fronte al problema dell’eccesso di ungulati).
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