Il Tirreno

Livorno

Piazzale aperto da otto mesi ma lo Scoglio è ancora vuoto

di Juna Goti
Piazzale aperto da otto mesi ma lo Scoglio è ancora vuoto

Ritarda il trasferimento dei laboratori di ricerca nell’edificio ristrutturato A giugno era stato inaugurato il parco. «Aspettiamo la firma di un verbale...»

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LIVORNO. Sono passati quasi otto mesi. Otto mesi da quando, il 9 giugno, il sindaco ha tagliato il nastro del piazzale dello Scoglio della Regina. Un balcone-gioiello affacciato sul mare, stretto tra gli yacht in costruzione nei capannoni di Benetti e le barche dei livornesi ormeggiate al moletto. Un balcone-gioiello dove allungando la mano sembra quasi di toccare il faro con le dita. È un angolo di lungomare riaperto e frequentatissimo, soprattutto nelle giornate di sole. Ma ancora completamente “disabitato”.

A otto mesi dall’apertura del parco pubblico e dall’inaugurazione della piazzetta intitolata all’ex comandante generale delle Capitanerie di porto, l’ammiraglio Raimondo Pollastrini, l’edificio principale dello Scoglio è infatti ancora completamente vuoto. Porte chiuse a chiave, corridoi deserti. Le stampe dei palloni da calcio sulle vetrate impolverate e gli interni nuovi di zecca da scartare. Perché?

Il complesso che ha visto fondersi la palazzina storica con il recente blocco di marmo doveva – deve ancora – diventare il cuore del nuovo polo delle alte tecnologie della città. In pratica è stato rimesso in piedi per ospitare laboratori di ricerca e non solo, in collegamento con la recuperata Dogana d’Acqua, tra Torretta e La Venezia, anche quella pronta da mesi e in attesa di essere “abitata”.

Il progetto è nato anni fa con i soldi dei Piuss (i piani integrati di sviluppo urbano sostenibile). Sul controviale Italia, allo Scoglio della Regina, il cantiere è stato inaugurato dal sindaco Alessandro Cosimi e dall’assessora-prof Giovanna Colombini alla fine del 2012: il grosso dei lavori è finito nell’aprile del 2015 e a giugno di quest’anno, messa a punto una lunga trafila di passaggi tecnici e burocratici, Filippo Nogarin ha riaperto l’area alla città. Ha riaperto il parco, che è e resterà sotto l’ala del Comune. Ma non l’edificio principale, che è un bene demaniale destinato a quattro concessionari: la Direzione marittima della Toscana (ovvero la capitaneria di porto), il Centro interuniversitario di biologia marina, la Scuola superiore Sant’Anna (che proprio nei confinanti Bagnetti ha iniziato l’avventura del Polpo robot) e il Cnr (con Ibimet e Lamma).

Perché laboratori di ricerca e uffici non hanno ancora traslocato in riva al mare?

È un po’ vaga l’assessora Francesca Martini: «Immagino ci siano delle lungaggini burocratiche per fare i traslochi, ma non da parte nostra. So ad esempio che hanno dovuto fare degli adeguamenti funzionali, l’attacco alla rete, messo in piedi una sorta di organizzazione condominiale». «Noi – dice – abbiamo firmato da tempo tutte le concessioni, devono provvedere loro a fare i traslochi». Quando? «So che lo faranno in questi mesi. A dicembre abbiamo fatto la prima assemblea del polo, ci tengono molto anche loro a portare tutto a regime».

Scende più nel dettaglio il dirigente comunale ai lavori pubblici, Riccardo Maurri. «Stiamo aspettando che l’ingegnere del Cnr, incaricato dai quattro concessionari di svolgere il ruolo di amministratore condominiale, firmi il verbale di presa in consegna dell’edificio». L’ingegnere aveva bisogno di un’investitura dal suo ente di riferimento, che a quanto risulta è arrivata proprio pochi giorni fa.

Va detto che «a dicembre, con l’ultimo sopralluogo del 18, si sono chiuse le prove di funzionalità degli impianti». Ora manca la firma di quel verbale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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