Toscana
Pescheria, Rivellino e tutte le promesse attese dai residenti
Ecco alcuni tra i progetti comunali più attesi dal quartiere «Noi li aspettiamo, troppo spesso però mancano i soldi»
LIVORNO. Il progetto di restauro del ponte di Santa Trinità è partito. Finalmente. Ma i residenti della Venezia, adesso aspettano che nel quartiere vengano completati tutti i piani di lavoro annunciati dall'amministrazione. Lo hanno detto a chiare lettere gli abitanti del quartiere ai giornalisti di Caffè Tirreno, nell’incontro che è stato ospitato la scorsa settimana alla caffetteria Madiba di via della Madonna.
IL FOSSO DI VIALE CAPRERA. Uno dei più importanti riguarda il fosso di viale Caprera che è stato iniziato diversi anni fa, ma che è rimasto incompleto. Il canale, infatti, è stato riaperto nei tratti lato mare e lato monte rispetto a via della Venezia, ripristinando i muri antichi. Ma per far sì che la zona torni come quella di una volta, rimane da eseguire il collegamento tra i due tratti con la costruzione di un nuovo ponte, “che – come si legge nel rapporto degli uffici comunali del 2016 – è un'opera necessaria per dare continuità ai tratti di fosso già riaperti e consentire il ricambio di acqua senza il ricorso alle pompe”. L’ipotesi progettuale prevede la “costruzione di un ponte ex novo simile a quello pre-esistente”, che sarà “in cemento armato a trave appoggiata”. Costo complessivo: 931.800 euro. «I progetti ci sono – spiega Giulia Gambacciani, di Vivi La Venezia – ma troppo spesso rimangono nella teoria, perché nella pratica mancano i soldi per realizzarli».
SPOSTATE IL RIVELLINO. Un altro progetto riguarda lo spostamento del Rivellino, che rientra nel protocollo d'intesa firmato a novembre da Regione, Autorità idrica toscana, Autorità portuale, Comune e Asa. Ancora una volta lo indicano i residenti come progetto da velocizzare.
PALAZZO DELLA PESCHERIA. Stesso discorso anche per il restauro del Palazzo della Pescheria, progetto annunciato dall'assessore Alessandro Aurigi a dicembre, che prevede l'abbattimento delle mura che ingabbiano la struttura, recuperandone il loggiato, che oggi è utilizzato come parcheggio, e riaprendo il vecchio passaggio pedonale tra via dei Pescatori e via Falcone e Borsellino. Infine serve un piano di recupero anche per la Fortezza Nuova. «È un parco bellissimo, ma è tenuto male. I bambini della Venezia devono andare lì il pomeriggio, non è possibile che si debbano spostare, cambiando quartiere, solo perché la Fortezza è ostaggio di degrado e sporcizia. Servono un guardiano e un bagno pubblico», chiude Gambacciani. Insomma i residenti della Venezia aspettano che le promesse di riqualificazione vengano concretizzate.
Bilancio un anno dopo. È stata la seconda volta di Caffè Tirreno in Venezia. La prima volta, poco più di un anno fa, abbiamo raccolto le lamentele e le sollecitazioni da parte dei residenti e dei commercianti che hanno riguardato soprattutto il problema della sosta, il recupero della Fortezza Nuova, i vantaggi e gli incovenienti della movida, sla questione sicurezza e ordine pubblico, tesori e bellezze da valorizzare. Con un po’ di dispiacere abbiamo preso atto, ascoltando di nuovi i negozianti e gli abitanti del quartiere, che poco o nulla è stato fatto nel periodo tra le nostre due visite. La situazione è rimasta più o meno la solita e i problemi hanno ricevuto solo delle minime risposte. È dunque arrivato il momento di rivolgerci all’amministrazione comunale per capire se
Nicolò Cecioni
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