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In commissione la polemica sulle nuove carte d’identità

LIVORNO. La prima seduta della seconda commissione bilancio, convocata dalla presidente Elisa Amato per procedere a un'analisi settoriale delle previsioni di bilancio 2018-2020 con l’audizione di...

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LIVORNO. La prima seduta della seconda commissione bilancio, convocata dalla presidente Elisa Amato per procedere a un'analisi settoriale delle previsioni di bilancio 2018-2020 con l’audizione di assessori e dirigenti, non riserva grosse sorprese.

«Non ci sono particolari spostamenti nel bilancio della polizia municipale rispetto al precedente esercizio finanziario» spiega il responsabile del servizio Riccardo Pucciarelli: «Le nostre entrate vengono principalmente dalle multe, nel 2017 abbiamo fatto accertamenti per 11,5 milioni di euro, incassati al 75%». Una sanzione su quattro non è stata pagata al Comune, che ci ha rimesso oltre 2,8 milioni di euro. «Per l'allocazione delle uscite della Protezione Civile, deciderà la politica» conclude Pucciarelli.

Sulla stessa linea la relazione di Senia Bacci Graziani, direttrice dei servizi sociali: «Entrate e spese del settore anagrafe-demografico sono decise dallo Stato, che gestisce anche la partita elettorale».

Ma il sindaco Filippo Nogarin entra duramente su Marco Cannito (Città Diversa): nel mirino le polemiche sulle nuove modalità di rilascio delle carte di identità elettroniche. «Lo Stato ha deciso l’obbligo di passaggio e l’incremento, compromettendo così la nostra efficienza in termini di rapporto ore/personale. Ci vogliono più tempo e più impiegati, ma il Comune non ha tassato i cittadini né trattenuto una quota dell'aumento».

Qualcosa non torna neanche a Francesco Bastone (M5S): «A fronte di un tale disservizio è impensabile che al Comune non resti niente». Ma a Nogarin quella parola non piace: «Non parliamo di disservizio. Sì all’anagrafe nazionale, ma per le critiche aspettiamo che il sistema entri a regime». Bastone si affretta a correggere il tiro, mentre il collega Nicola Meschinelli ha ancora una domanda per Bacci Graziani sui rimborsi ministeriali per le spese sostenute dal Comune per il referendum del 4 dicembre: «Mancano 50mila euro che arriveranno a febbraio», risponde la dirigete.

Ma è un'altra cifra a sollevare i dubbi di Elisa Amato (Forza Italia): «I 18 mila euro stanziati per le trasferte casa-lavoro dell'ex assessore Gianni Lemmetti, che fine fanno?». Risponde Valentina Montanelli, l'assessora che l’ha sostituito: «Io sono l'unica residente fuori dal comune, la cifra può già essere ridotta».

Matteo Scardigli

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