Il Tirreno

Livorno

Giù la tassa rifiuti per le imprese. Ma resta ancora alta

di Mauro Zucchelli
Giù la tassa rifiuti per le imprese. Ma resta ancora alta

Il dossier di Cittadinanza Attiva: nell’Italia a nord di Roma solo in sei città la famiglia-tipo paga più che a Livorno 

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LIVORNO. «Per il secondo anno consecutivo le tariffe rifiuti a Livorno caleranno. Nel 2018 cittadini e imprese, artigiane e manifatturiere, spenderanno tra il 4 e il 5% in meno di Tari». Non è ancora suonato il tocco quando il sindaco Filippo Nogarin twitta dopo che i numeri del dossier sulla tassa rifiuti è stato vagliato in giunta e approvato (prima di entrare in vigore davvero con l’ok definitivo in consiglio comunale). Lo dice con un occhio alla campagna elettorale: è «un piccolo aiuto anche per far ripartire la nostra economia».

Le cifre – ancora ufficiose – relative alla tariffa per ciascuna tipologia di impresa le trovate nella tabella qui a fianco, secondo la griglia già esistente. Gli importi tariffari sono quelli finiti sotto gli occhi di sindaco e assessori, le percentuali di calo no: in quelle tabelle c’era una svista. Ma si tratta di minime frazioni di punto, la sostanza politica non cambia se non per una limatura dell’ottimismo sulle percentuali: il calo dell’ipotesi di tariffa non presenta grosse differenziazioni. Il minimo è il 3% tondo dei depositi container, buona parte del resto è attorno al 4% (alberghi, negozi di scarpe o abbigliamento, banche, idraulici, stabilimenti balneari) fino a toccare il 4,7% per i banchi di mercato nel settore alimentari e a sfiorare i 5 punti per gli artigiani del vetro.

Se si guarda alla differenza rispetto al 2016, ecco che le nuove ipotesi tariffarie mostrano un ventaglio ben più netto: la diminuzione resta sotto i due punti percentuali per alberghi, carrozzierie, officine auto, ipermercati non alimentari. Al contrario, vola sopra quota 8% per tabaccai, banchi di mercato, plurilicenze alimentari, attività industriali con capannoni di produzione, autorimesse e dpositi, vetrai artigiani...

Per quanto Nogarin si difenda ricordando i conti ko di Aamps, via Twitter arriva anche chi gli ricorda che lo standard della Tari a Livorno è ben al di sopra di quello di gran parte delle altre città: a Pisa per molte categorie si pagava nel 2017 il 35-45% in meno, a Lucca la tariffa era meno della metà per banchi di mercato, plurilicenze alimentari, ortofrutta. La riprova è nel dossier di Cittadinanza Attiva che ha passato ai raggi x le tasse rifiuti pagate da una famiglia tipo in oltre cento città: nella metà del Bel Paese a nord di Roma, solo sei città (4 in Toscana) hanno da pagare più di noi.

Non è comunque una novità: il Tirreno l’ha raccontato fin dalla metà del decennio scorso. Basti ricordare che l’indagine Uil relativa al 2008 ci aveva incoronati come la città con la tassa rifiuti più cara d’Italia.



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