Il Tirreno

Livorno

Scuole a prova di sisma, verifiche su 16 istituti nel 2018: ecco quali

di Francesca Suggi
Scuole a prova di sisma, verifiche su 16 istituti nel 2018: ecco quali

Livorno, a disposizione 750mila euro in 3 anni: in corso indagini su Micheli e Menotti. Da qui al 2020 il Comune controllerà 49 strutture

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LIVORNO. Settecentocinquamila euro in 3 anni. Tutti da investire per le verifiche sismiche sulle scuole livornesi, esattamente su 49 delle 84 strutture pubbliche che vanno dai nido alle medie.

«Faremo verifiche sulla vulnerabilità sismica praticamente sui due terzi degli edifici scolastici: partiremo con le prime 16 per il 2018, con un budget a disposizione di 250mila euro all’anno per 3 anni», a chiarire la questione sicurezza a scuola, molto sentita in città è l’ingegner Luca Barsotti del Comune. Lo fa all’interno di una commissione congiunta sullo stato delle strutture scolastiche. Il tema interessa a tutti: ad ottobre la vicesindaca Stella Sorgente aveva detto che l’amministrazione avrebbe schiacciato il piede sull’acceleratore rispetto al tema vulnerabilità sismica. Anche per colmare una falla lunga decenni, come aveva sottolineato il Tirreno ad ottobre appunto, in un servizio sulla sicurezza sismica che non c’è nelle scuole livornesi. «I fondi certi stanziati per questo tipo di verifiche non verranno toccati: nel maxi emendamento che sarà approvato a breve dalla giunta abbiamo fatto una variazione di stanziamenti inserendo altri interventi per le scuole per un totale di investimenti sulla scuola, sommato tutto, di oltre 5 milioni di euro».

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TRE ANNI DI VERIFICHE. Entro la fine del 2018 saranno fatte verifiche sulla vulnerabilità sismica in 16 scuole. Saranno le prime finalmente sotto la lente “a prova di terremoto”. Sono le Benci (elementari e scuola dell’infanzia), le Bini (elementari), le Mazzini – ex Pirelli – (medie), le Rodari (elementari), le Carducci (elementari di piazza Sforzini), lePilo Albertelli (elementari), leNatali (elementari), le Micheli (elementari: le verifiche sono in corso), le Thouar (elementari), le Bartolena (piazza S.Simone: medie), le Borsi (medie), le Mazzini (Villa Corridi: medie), Menotti (la scuola dell’infanzia in corso), e i nidi 0-3, Pirandello e Colibrì. «Abbiamo dato priorità alle strutture potenzialmente più vulnerabili, il criterio di selezione è l’anno di costruzione, l’altezza e il numero dei piani - continua Barsotti - Inoltre faremo attenzione alle strutture del primo Dopo Guerra, che anche se non sono vecchissime, ma sono state costruire negli anni in cui l’edilizia non era troppo raffinata». Prima le indagini sui materiali, sulle fondazioni. Dopo ci sarà la fase del “modellamento” per capire la risposta sismica dell’edificio. Ribatte il consigliere di minoranza Andrea Raspanti (Futuro): «Dovremo parlare con imbarazzo di questo argomento, visto che mai sono state fatte indagini sismiche sugli edifici scolastici prima di adesso e diamo il merito all’amministrazione di averlo fatto: mi lascia perplesso che solo nel 2020 avremo il quadro complessivo dello stato degli edifici». Risponde Barsotti: «Se vediamo situazioni critiche, già dall’anno successivo possiamo fare interventi».

MIGLIORAMENTO O ADEGUAMENTO. Miglioramento delle strutture oppure adeguamento: il tema è sentito. «Se non arriviamo ad un adeguamento sismico del 100%, puntiamo a portare le scuole comunque ad oltre il 60% - prosegue Barsotti - Diciamo che sarebbe meglio il 100%, ma si potrebbero verificare dei casi in cui per una struttura potrebbero essere sufficienti altri 10 o 15 anni di vita prima di essere dismessa per altri poli scolastici in costruzione, quindi, in questo caso apporteremo un miglioramento». Dice la sua Francesco Bastone (M5s): «Bisogna trovare le risorse per l’adeguamento totale».

TUTTI GLI INTERVENTI. Verifiche sismiche a parte, grazie al “maxi emendamento” che sarà approvato in giunta a breve, sono inseriti altri interventi urgenti per le scuole: 100mila euro per rimuovere e sostituire i controsoffitti non ispezionabili per evitare che succeda un “Menotti 2”; 250mila euro per rifare il tetto alle Benci, 100mila euro per i nuovi convettori ai nido 0-3, Colibrì e Pirandello; 90mila euro per il tetto della palestra Lambruschini; 45mila euro per i maniglioni antipanico.


 

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