Il Tirreno

Livorno

La pirata di via Montebello: "Ero spaventata, ecco perché sono fuggita"

di Federico Lazzotti
La pirata di via Montebello: "Ero spaventata, ecco perché sono fuggita"

Livorno, la donna, 64 anni livornese, è indagata per omissione di soccorso. Mercoledì 24 gennaio ha investito una donna e un passeggino, decisivo per rintracciarla il racconto di un testimone

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LIVORNO. È una livornese di 64 anni la pirata della strada che nella serata di mercoledì 24 gennaio ha investito sulla strisce pedonali, all’incrocio tra via Montebello e via Ebat, una donna che stava spingendo il passeggino sul quale era seduto il nipotino di un anno. Secondo alcuno testimoni, dopo l’incidente, la sessantaquattrenne si è fermata all’incrocio, ma pochi istanti dopo è salita di nuovo a bordo della sua Micra di colore bianco e si è allontanata senza lasciare i propri dati a soccorritori e forze dell’ordine.

Sono stati gli agenti della polizia municipale a rintracciarla e identificarla dopo due giorni di ricerche. Adesso l’automobilista dovrà rispondere di lesioni (nel caso venga fatta denuncia) e soprattutto di omissione di soccorso, un reato per il quale si procede d’ufficio. Per fortuna sia la zia del piccolo, una ragazza di 24 anni, sia il bambino, nonostante l’urto abbastanza violento, se la sono cavata con qualche graffio e sono stati dimessi dal pronto soccorso rispettivamente con dieci e un giorno di prognosi.

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La storia dell’investimento di via Montebello era finita anche sulla trasmissione di Rai3 “Chi l’ha visto?” dove è stato lanciato un appello per cercare testimoni che potessero aiutare gli investigatori. Proprio la testimonianza di un passante è stata decisiva per trovare l’auto pirata e da lì anche la persona che mercoledì era al volante. L’uomo, infatti, subito dopo l’investimento è riuscito a scattare una foto nella quale compariva il numero di targa dell’utilitaria. Un particolare decisivo per gli investigatori che da questo elemento sono partiti per risalire al nome della donna. Gli accertamenti successivi hanno riguardato l’auto e la presenza sulla carrozzeria di segni compatibili con un investimento.

Anche le ultime verifiche hanno confermato l’ipotesi e così la polizia municipale si è presentata a casa della donna. «Mi dispiace, ma dopo l’incidente mi sono spaventata. Mi sono fermata e quando ho visto che non era niente di grave sono andata via», ha cercato di giustificarsi con gli agenti. Aggiungendo: «Avevo già preso contatti con i carabinieri per autodenunciarmi», particolare confermato.

«Purtroppo – spiega Michela Pedini, vice comandante della Municipale – sempre più spesso assistiamo a comportamenti simili. L’appello che facciamo agli automobilisti che si trovano in situazioni simili è quella di assumersi le proprie responsabilità subito, poiché non facendo così le conseguenze sono peggiori».

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