Il Tirreno

Livorno

Addio Giacomo, fotografo di mille battaglie

di Gianni Tacchi
Addio Giacomo, fotografo di mille battaglie

Bazzi si è spento a 67 anni dopo una malattia. Ex operaio Trw, da sempre con Rifondazione

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LIVORNO. Una manifestazione in piazza, un corteo tra le strade della città, un’assemblea per prendere decisioni o fissare una strategia. Lui c’era sempre. Con la sua macchina fotografica, con il suo pugno chiuso, con la sua voglia di dare visibilità a chi protestava. Era una sorta di “mediattivista”, un attivista che non si limitava a manifestare insieme a tutti gli altri, ma andava oltre ed esprimeva il suo impegno politico anche attraverso i mezzi d’informazione. In primis le foto, ma anche articoli, videointerviste e reportage da pubblicare poi su internet. Sempre con lo sguardo a sinistra, «la vera sinistra», ricorda chi è sceso in piazza con lui per tanti anni.

Giacomo Bazzi, ex operaio prima della Spica e poi della Trw, da sempre iscritto al partito della Rifondazione comunista, si è spento intorno alle 13 di ieri dopo una lunga malattia. Aveva 67 anni, mille battaglie sulle spalle e «la stessa voglia di lottare di vent’anni fa», ripete il figlio Davide. Voglia di lottare per contrastare la malattia, scoperta un anno e mezzo fa durante una visita in seguito a un incidente con lo scooter, e voglia di lottare per i diritti dei più deboli, dal lavoro alla casa. E fino a una quindicina di giorni fa, prima del malore e delle complicazioni della scorsa settimana, era ancora in prima fila alle assemblee di Potere al popolo, sostenuto anche da Rifondazione alle prossime elezioni.

«Per molti sono stato un rivoluzionario inconcludente all’interno di una grande fabbrica», scriveva sul suo sito internet, bazzinews.it. In realtà, come raccontano i suoi compagni di partito, «aveva capito prima di tutti il destino della Spica e della Trw, restando al fianco dei dipendenti anche dopo essere andato in pensione». «In circa vent’anni - si legge sempre sul suo sito - ho fotografato manifestazioni cittadine, sindacali e politiche: non conto più gli hard disk che ho a casa. Con la macchina fotografica ho dato testimonianza dei fatti della nostra città, dalla discarica del Limoncino al rigassificatore». E tutto veniva pubblicato anche sul portale online dell’associazione Pisorno, che Bazzi aveva fondato diversi anni fa insieme ad altri appassionati del territorio. Un archivio così ampio che poco più di un anno fa, nel dicembre nel 2016, riuscì a organizzare una mostra fotografica alla Bottega del caffè, con le immagini di decine e decine di manifestazioni.

Documentava le manifestazioni con l’occhio di chi manifestava, sventolando una bandiera rossa o alzando il pugno tra uno scatto e l’altro. Era la voce delle lotte sociali, il fotoreport delle battaglie della sinistra. E partecipava anche a volantinaggi, banchetti di propaganda politica e altre iniziative del genere per far sentire la voce del suo partito. Un mondo ora in lutto, in lacrime «per la perdita di un compagno di viaggio».

 

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