Il Tirreno

Livorno

«Riaprire i bacini. A Livorno serve il lavoro»

«Riaprire i bacini. A Livorno serve il lavoro»

Di Maio (M5S): «Un’opportunità per centinaia di riparatori La speculazione immobiliare vi ha messo in ginocchio»

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LIVORNO «A Livorno, come in buona parte del resto d'Italia, il problema numero uno è il lavoro. Per questo è inconcepibile che non si sfruttino tutte le possibilità esistenti per creare occupazione». A cosa pensa Luigi Di Maio quando mette nero su bianco queste frasi? «Penso in particolare ai bacini di carenaggio, che una volta rimessi in funzione rappresenterebbero un'opportunità di lavoro per centinaia di riparatori navali». Così il candidato premier del Movimento 5 Stelle ieri ha preso ufficialmente posizione sul caso dei bacini fermi in porto. Una presa di posizione forte, arrivata con una nota dopo che ha pranzato con attivisti e amministratori toscani da Chez Ugo, in Venezia.

Il volto di punta dei 5 Stelle è ieri rimasto in città un paio d’ore. Prima di raggiungere la pizzeria ha incontrato Filippo Nogarin nella sua stanza al primo piano di Palazzo Civico: «Non abbiamo parlato della sua ricandidatura, deciderà in autonomia cosa fare, ma spero che possa continuare a dare il suo contributo al M5S, abbiamo la massima fiducia in lui». Tornando ai bacini: «C'è un bando di gara per assegnare queste infrastrutture che da troppo è stato congelato. È il momento di portare a termine questa operazione, superando le resistenze e i veti incrociati che la stanno paralizzando.

Non si può accettare che un'infrastruttura pubblica come questa, il secondo bacino di carenaggio più grande d'Europa, venga lasciato all'incuria più totale e rimanga inutilizzato mentre centinaia di persone rimangono senza lavoro». Usa parole dure il candidato premier quando aggiunge che «in questa città abbiamo l'esempio più lampante di come la speculazione immobiliare possa tagliare le gambe al lavoro e mettere in ginocchio centinaia di famiglie. C'era una solida tradizione di riparazioni navali, concentrata nei Cantieri Orlando, che ora deve essere recuperata». Non scrive che l’attività industriale è andata avanti con la nautica di lusso di Azimut Benetti. Ma «una cosa è certa: la speculazione edilizia non solo non crea posti di lavoro, ma finisce per indebolire un territorio già dprovato, come quello livornese». (j.g.)

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di Redazione web