Gioco
L’italo-canadese racconta la “sua” Venezia
Marchese, prof in pensione a Toronto: non vi accorgete del patrimonio che avete, serve più cura
LIVORNO. «Livorno è una città meravigliosa, è a misura di persone, ha un clima ideale, un mare bellissimo e la Venezia è incantevole. Il problema sono i livornesi: con un po’ di cura i turisti arriverebbero a migliaia». Carmine Marchese è un professore italocanadese che, dopo una vita passata a insegnare letteratura inglese a Toronto, ha deciso di tornare in Italia, dove è nato 71 anni fa.
«La mia famiglia – spiega – è calabrese e io sono nato a Cosenza. Ma quando ero piccolo ci trasferimmo in Canada e ho vissuto lì fino a 4 anni fa, quando sono andato in pensione. Mia moglie, invece, è canadese ed è una dottoressa. Livorno è perfetta sia per il clima che per l'accoglienza. Decidemmo di venire qui e abbiamo preso casa sugli scali del Pesce».
E così, da Toronto, Marchese si è trovato catapultato nella vita del quartiere della Venezia. «Mi hanno colpito i fiori. Qui sbocciano a gennaio, in Canada a gennaio c'è la neve. E poi il mercato è bellissimo, la Terrazza lascia senza fiato, la Venezia è incantevole. Per un pensionato, Livorno è fantastica, è tutto vicino e a piedi ci si sposta molto bene. È il lavoro che manca...». Per lui è come se i livornesi non si accorgessero del patrimonio che hanno. «Voi non rispettate le regole. In macchina è il caos e le strade sono tenute male. In Venezia la sera c'è troppa confusione e non si trova mai parcheggio. Credo che via della Madonna, sia troppo piccola per ospitare tutte queste auto e non ha neanche uno “stop”. Così è pericolosa, dovrebbe essere pedonalizzata e aperta solo ai residenti. Manca l'educazione e il rispetto. Avete un patrimonio bellissimo che non vi accorgete di avere».
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