Gioco
«Io costretto a ripulire la spazzatura di altri»
LIVORNO. «I problemi in questo quartiere non esistono solo la sera per i locali notturni, chi come me apre alle 6 del mattino trova un tappeto di sporcizia e spazzatura ovunque, soprattutto il sabato...
LIVORNO. «I problemi in questo quartiere non esistono solo la sera per i locali notturni, chi come me apre alle 6 del mattino trova un tappeto di sporcizia e spazzatura ovunque, soprattutto il sabato e la domenica». Giovanni Fancellu da agosto scorso anima con il suo Bar La Venezia piazza del Luogo Pio. E ne vive le bellezze e i disagi di chi come lui, dalle sei del mattino fino a sera lavora nel quartiere. Un disagio su tutti è quello legato alla raccolta differenziata dei rifiuti: i cinque bidoncini di umido, carta, multimateriale, vetro e indifferenziata sono davanti alla sua attività. Stanno là fuori e di sera diventano la pattumiera di tanti incivili che buttano a casa i rifiuti là dentro.
«Tante volte Aamps passa e mette l’adesivo di “rifiuti non conformi”, senza svuotarmi i bidoni: questo è il prezzo che io pago per l’inciviltà di tanti». Così Fancellu, almeno una volta a settimana «ma spesso anche due o tre», ribadisce, è costretto a munirsi di guanti, a smistare il contenuto dei sacchetti di spazzatura gettati nei suoi bidoni chissà da chi, riordinarli nei contenitori giusti.
«Solo così Aamps passa e fa il servizio che deve, svuotandomi i bidoni: è un problema che per fortuna, almeno, tocca me e non i clienti», commenta rammaricato.
Il problema è conosciuto. Altri suoi colleghi vivono la stessa situazione. «Ne abbiamo parlato più volte, ma finché non viene studiato un altro metodo di raccolta rifiuti credo che non ci sia soluzione».
Mentre parla indica la sfilza di bidoni lungo viale Caprera. Ogni locale ha i suoi. Sono disseminati lungo tante strade della Venezia, quel quartiere tra i canali, che era amato pure da Curzio Malaparte che nel suo Maledetti Toscani scrive che “Se fosse un livornese , di quelli veri che dicono dé...vorrei star di casa in qualche scalo della Venezia».
«Non è certo un bel vedere - continua - Per esempio il giorno in cui Aamps raccoglie l’umido, tutta via della Venezia diventa uno slalom tra mastelli e sacchetti della spazzatura che fino a mezzogiorno, quando passano gli operatori, restano là».
Non si piange addosso il 30enne che fa parte del Centro commerciale naturale della Venezia. «Per esempio il sabato mattina, gli operatori di Avr passano intorno alle 7.30 a ripulire dalle scorribande notturne, ma io per un fatto di decoro mi spazzo viale Caprera per conto mio. Qui soprattutto l’estate la mattina molto presto, quando arrivano le navi che vengono da Sardegna e Corsica, c’è un gran passaggio di turisti e persone che passano di qui. Non è un bel biglietto da visita vedere sporcizia e sacchetti». In diversi che vivono la piazza e il quartiere giurano di aver visto croceristi fotografare i bidoni pieni di spazzatura lungo i canali.
«Fino a che non realizzano le tanto attese isole verdi, qui non c’è soluzione», chiude.
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