Il Tirreno

Livorno

A tutti i consiglieri la copia della relazione

di Enrico Paradisi
A tutti i consiglieri la copia della relazione

L’ha portato da Roma il sindaco Nogarin: «Dovrebbe essere distribuita nei bar e nelle scuole»  

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LIVORNO. Una copia della relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulla tragedia del Moby Prince è stata distribuita ieri a tutti i consiglieri prima dell’inizio della seduta di ieri. Un documento che dovrebbe essere distribuito nelle scuole nei bar e nei centri di aggregazione, ha affermato Filippo Nogarin nella sua comunicazione iniziale, perché tutta la città deve conoscere come si sono svolti i fatti.

Il sindaco che mercoledì ha partecipato in Senato alla presentazione della relazione finale, ha chiesto anche all’ufficio stampa di realizzare un banner sul sito del Comune in cui sarà possibile scaricare tutte le 132 pagine della relazione e i relativi allegati. Un documento – come ha ripetuto Nogarin fuori da palazzo Giustiniani – nel quale la Livorno degli anni passati non ci esce bene perché istituzionalmente qualcosa non ha funzionato. «La verità deve essere a portata di tutti ed è giusto che il Comune di Livorno sia in prima linea in questa sfida», ha detto prendendo la parola in apertura di seduta: «Per 27 anni la città di Livorno e soprattutto per i familiari delle vittime che sono stati imprigionati dentro un castello fatto di bugie, omissioni e titubanze».

Ricordando poi il lavoro svolto dalla Commissione parlamentare, il sindaco ha toccato i punti principali della relazione.

«Ci hanno detto – ha proseguito Nogarin – che la collisione era stata provocata dalla nebbia, ma la nebbia non c’era. Che le persone a bordo sono decedute in meno di mezz’ora e dunque era impossibile salvarle. Non è così. Ci hanno detto che la posizione della petroliera era corretta. Nemmeno per idea. L’unica nebbia è quella che fino a ieri ha oscurato la verità».

Una verità che è venuta a galla grazie alla tenacia di alcune persone come Loris Rispoli e Angelo Chessa su tutti, ha aggiunto Nogarin, ma anche grazie a decine di parlamentari che non si sono arresi di fronte a mille resistenze: «Da ieri – ha concluso – grazie al lavoro della Commissione di inchiesta lo Stato può tornare a guardarsi allo specchio. Verità è fatta. Ora aspettiamo la giustizia» .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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