Sicurezza
«Tornate accessibili una cinquantina di tombe interdette»
Che la situazione del cimitero monumentale della Misericordia sia disastrata lo dimostrano le tante interdizioni presenti. Tra reti, cartelli e divieti di accesso sono migliaia le tombe vietate per...
Che la situazione del cimitero monumentale della Misericordia sia disastrata lo dimostrano le tante interdizioni presenti.
Tra reti, cartelli e divieti di accesso sono migliaia le tombe vietate per ragioni di sicurezza. Caduta di calcinacci, situazioni di pericolo, dissesti strutturali stanno alla base della decisione presa dal commissario Domenico Mannino di chiudere alcune zone del cimitero più antico della città, dove, tra gli altri è sepolto anche il grande Pietro Mascagni.
«Io ho seguito quello che l’ingegnere che si occupa di sicurezza mi ha detto: la situazione la conosco, nonostante le difficoltà che abbiamo, siamo comunque riusciti a riaprire l’accesso che porta a una cinquantina di sepolture che prima erano interdette».
In soldoni Mannino vuole far passare il messaggio che «appena abbiamo disponibilità da investire in lavori di ripristino al cimitero lo facciamo: capiamo perfettamente il disappunto dei familiari che non riescono a portare un fiore sulla tomba dei propri cari», continua.
Sono tanti i cittadini che contattano Il Tirreno per lamentare le condizioni del cimitero. Il giornale della città non manca di far presente le criticità segnalate alla massima autorità dell’Arcinconfraternita, all’ex prefetto appunto. «Stiamo partecipando a bandi per reperire risorse: quello che è certo è che sono stato costretto a sostituire alcune interdizioni facili da scavalcare con reti più alte per evitare che le persone comunque si avventurassero in zone pericolose». E rinnova l’appello al rispetto dei cartelli e dei divieti: «Chiedo collaborazione, sono stati messi proprio per evitare situazioni di pericolo». (f.s.)
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