Il Tirreno

Livorno

Sventa il furto e viene pestato dai tre ladri: non potrà camminare per un anno

di Sandro Lulli
Sventa il furto e viene pestato dai tre ladri: non potrà camminare per un anno

Livorno: stavano rubando nella sua auto ed è intervenuto. Lo hanno ritrovato svenuto e ora è su una sedia a rotelle

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LIVORNO. Gli stavano saccheggiando l’auto in piena notte - sarebbe stata la seconda volta in pochi giorni -, ed ha ingaggiato una lotta coraggiosa ma impari, contro tre delinquenti: li ha messi in fuga ma ha rischiato di morire. Lo hanno ritrovato svenuto e con una gamba spezzata in più punti. Ora è su una sedia a rotelle, ha già subito un intervento e tra due giorni dovrà essere operato di nuovo e prima di camminare passerà non meno di un anno.

Alessandro Mazzoni, 51 anni, è ancora scosso per la vicenda che lo ha visto protagonista pochissimi giorni fa nonché preoccupato, perché oltre al danno all’auto, e ai dolori fisici cui deve fare fronte con una gamba devastata, è in difficoltà a portare avanti il lavoro, dal momento che è titolare della gestione dell’autolavaggio “Turbo” di via delle Robinie, in zona Porta a Terra, a due passi dalla multisala “The Space”.

«Ecco come sono ridotto – commenta Mazzoni, mentre mostra la gamba sinistra con sei fratture, gonfia e bloccata da un apparecchio ortopedico – ho subito un danno gravissimo e sono anche costretto a pagare un collaboratore che lava le auto e mi viene a prendere a casa...».

Via Garibaldi, all’altezza degli ex magazzini Desio e Robè, dove c’è la storica palestra di Bibi Gufoni. «Abito lì, al piano terra - racconta Mazzoni -. E proprio lì posteggio la mia Suv Mercedes. Già la sera prima avevo sventato l’assalto di alcuni individui che stavano forzando gli sportelli. Ero uscito gridando e loro si erano dileguati. Ventiquattro ore dopo stessa scena, solo che quando mi sono accorto, guardando dalla finestra al piano terra, erano già passati all’opera e stavano rubando uno stereo costoso...».

Erano quasi le 22 quando Mazzoni ha visto tre uomini all’interno dell’abitacolo che strappavano cavi e sradicavano i pannelli. «Ho perso le staffe, anche se ero scalzo mi sono precipitato e li ho affrontati, erano tre stranieri, probabilmente dei nomadi, uno l’ho steso subito a pugni e calci, poi me la sono vista con gli altri due: mi hanno colpito e la gamba si è spezzata. Sono scivolato dove c’è uno scalino alto ed ho perso conoscenza mentre loro se la davano a gambe...».

È stata una signora che rientrava a casa a scorgere Mazzoni privo di sensi nell’oscurità riuscendo a portarlo nella sua abitazione. Poi volata in ospedale con l’ambulanza, rilievi dei vigili urbani. Mazzoni ha la tibia sinistra spezzata e tenuta insieme da uno strumento ortopedico e cinque fratture al piede al quale sono state applicate otto viti. Ha già subito un intervento e sarà nuovamente operato venerdì. «Mi applicheranno una placca e altre due viti. Non so quando potrò tornare a camminare, si parla di mesi e mesi, forse un anno. Sono disperato. E ora sarà dura portare avanti il lavoro...».

Alla sua Mercedes è stato fatto un danno ingente. «Magari quei tre ne hanno già saccheggiata un’altra, oppure hanno ripulito un appartamento...», commenta amaro.

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