Il Tirreno

Livorno

Spacciatore in subaffitto nella casa popolare

di Gianni Tacchi
Spacciatore in subaffitto nella casa popolare

Arrestato un algerino con 50 grammi di droga: ai domiciliari in quell’abitazione Denunciato l’assegnatario dell’alloggio alla Guglia, è un livornese di 41 anni

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LIVORNO. Sapevano di avere davanti una persona sospetta, già entrata e uscita dal carcere per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. E quando l’hanno fermato a Barriera Garibaldi per un controllo, scoprendo che addosso aveva 10 grammi di eroina e poco più di 2 di cocaina, sono scattati l’arresto e la perquisizione dell’appartamento per il quale aveva le chiavi in tasca, una casa popolare nelle vicinanze della Guglia in cui viveva in subaffitto a nero.

Il 40enne algerino - sorpreso lunedì con la droga dai Falchi, sezione della squadra mobile che controlla il territorio in borghese - pagava 10 euro al giorno per una stanza, all’interno della quale sono stati trovati 21 grammi di eroina, altri 21 di cocaina, uno di marijuana e 0,90 di hashish, oltre a più di cento euro e ad alcuni cellulari: l’uomo, irregolare sul territorio nazionale e con diversi precedenti alle spalle, è stato arrestato dalla polizia per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, ricettazione e per non aver rispettato gli ordini di espulsione del questore.

IL RETROSCENA. Nei guai anche l’assegnatario dell’appartamento, un livornese di 41 anni che è stato denunciato per favoreggiamento e segnalato al Comune per ulteriori accertamenti, visto che non si può subaffittare un alloggio popolare. «Sì, abbiamo informato l’amministrazione comunale - conferma Salvatore Blasco, capo della squadra mobile - il livornese (anche lui con precedenti risalenti a diversi anni fa, ndr) si è dimostrato collaborativo e non pensava che l’attività di spaccio dello straniero fosse così rilevante e reiterata nel corso degli anni».

In ogni caso, nei confronti del 40enne algerino è stato applicato il comma 5 dell’articolo 73, che riguarda lo spaccio di lieve entità e non prevede il carcere: per lui, oltre al divieto di dimora nel comune di Livorno, sono quindi scattati i domiciliari. E qui sta il paradosso giudiziario della vicenda, perché lo straniero - per il momento - sconterà la pena proprio in quella casa popolare in cui viveva al nero. Tutto in attesa di ulteriori sviluppi, considerando che sono stati avviate le pratiche per il rimpatrio in Algeria, rimpatrio possibile solo se non ci sono procedimenti in corso. Ed ecco quindi un nuovo paradosso, con i tempi che rischiano di allungarsi sensibilmente.

DROGA IN TASCA E A CASA. L’algerino, in totale, aveva oltre 50 grammi di droga per un valore compreso tra i 2.000 e i 2.500 euro. Questo avrebbe guadagnato dalla vendita al dettaglio della cocaina, dell’eroina, della marijuana e dell’hashish, un’attività di spaccio non indifferente che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli permetteva di mantenersi e di pagare la stanza dell’alloggio popolare.

La droga rinvenuta e sequestrata dai poliziotti era confezionata in diversi involucri di cellophane bianco, 9 dei quali trovati nelle tasche del 40enne algerino al momento del controllo a Barriera Garibaldi. Nella sua stanza c’erano anche un bilancino di precisione elettronico, usato per pesare le sostanze stupefacenti prima del confezionamento, e un tablet rubato, che è stato restituito successivamente al proprietario. E ora, alla luce dell’irregolarità del subaffitto, partiranno ulteriori verifiche per valutare l’assegnazione dell’alloggio popolare al livornese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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