Gioco
Con l’acqua in casa «Ma non mi sento di aver sbagliato»
LIVORNO. Nel botta e risposta serrato del dibattito è il presidente Yari De Filicaia (Pd), a incalzare subito Filippo Nogarin: «O ci dice che ci sono stati elementi di criticità nella struttura...
LIVORNO. Nel botta e risposta serrato del dibattito è il presidente Yari De Filicaia (Pd), a incalzare subito Filippo Nogarin: «O ci dice che ci sono stati elementi di criticità nella struttura oppure che l'evento è stato talmente grande che non eravamo preparati e dall'11 settembre e che stiamo lavorando per migliorare, non la lista della spesa dei bollettini».
«Ho fatto solo una premessa - gli ha risposto il sindaco - raccontando i fatti oggettivi». Alessio Ciampini (Pd), però, mette subito il dito nella piaga: «A noi interessa quello che ha fatto lei quella notte». E così il sindaco ripete la storia che più o meno si conosce già. "Dopo i messaggi tra me e i tecnici e concordato l'apertura del Coc alle 7.30 della domenica, sono andato a letto alle 23.30 e non pioveva (ma poco prima, c’era stato un forte temporale soprattutto sulla zona nord della città, ndc). I miei telefoni erano perfettamente funzionanti sul mio comodino, ma quella notte non mi sono arrivate telefonate e non ne faccio una colpa a nessuno, ma questo è un dato oggettivo sui quali la magistratura farà chiarezza». Il sindaco ha affermato di essersi svegliato alle 5.30 dall'allarme del seminterrato mettendo i piedi in 30 centimetri d'acqua. Avrebbe potuto pensare che in quella stessa situazione potevano esserci altri suoi concittadini. Ma comunque non poteva farlo. I suoi telefonini, ha ribadito, non funzionavano e il telefono fisso era isolato (la cella di Antignano è quella che non ha funzionato anche per molti giorni seguenti, ha puntualizzato). E' dovuto uscire dalla finestra del bagno e a piedi è arrivato in un punto dove finalmente il telefonino ha squillato: era il capo di gabinetto che lo avvertiva della tragedia, ma fino allora ammette di non aver avuto la percezione di quello che era accaduto. Poi non si apriva il cancello elettrico per uscire con l’auto e ha scavalcato un muretto. «Per il futuro queste sono vulnerabilità che vanno colmate - ha precisato - ma non mi sento di aver fatto qualcosa di sbagliato o una previsione sul fatto che non sarei stato raggiungibile». Ciampini incalza: «Se non si trova il sindaco non è possibile che non si avverta la popolazione non si monitorino i fiumi. Avete convocato il Coc la struttura l'ha scelta lei, ma nessuno si è mosso e lei trova normale questa situazione?»
«Non è normale - ha sbottato Nogarin - perché gli enti locali sono lasciati alla deriva rispetto alle funzioni che devono svolgere. Mi piacerebbe poter essere in grado di disegnare la macchina secondo le mie esigenze, ma questa è fantasia. Quella notte ci potevano essere tutti e 22 i tecnici ingegneri, geologi e non è certo per mia volontà che non erano lì, oltre all'unità di crisi. E c'è anche Leonardo Gonnelli nell'unità di crisi». E a proposito della struttura. parlando dei 5 telefonini in dotazione alla protezione civile, Nogarin non manca di rilevare che quello di Gonnelli è stato riconsegnato il 31 ottobre.
Ma contattato dal Tirreno è lo stesso Gonnelli più tardi a chiarire: «In attesa che mi fosse dato il nuovo cellulare, il 9 di agosto sono subito andato a riconsegnarlo al sindaco, ma è stato proprio lui a dirmi di tenerlo in attesa del nuovo. Non essendo più il responsabile della protezione civile quella sera nessuno mi ha chiamato».
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