Il Tirreno

Livorno

Al pronto soccorso apre l’ambulatorio di pediatria

di Giulio Corsi
Al pronto soccorso apre l’ambulatorio di pediatria

Livorno, ogni anno in via Gramsci oltre 11mila bimbi: per i codici verdi, bianchi e azzurri  ecco un percorso privilegiato che eviterà una doppia visita (e una doppia fila)

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LIVORNO. C’era una volta il pronto soccorso pediatrico, fortemente voluto dal suo fondatore, il professor Luciano Vizzoni, indimenticato padre della pediatria livornese e medico di generazioni di bambini.

Era il 1995 quando la struttura fu chiusa, nonostante fosse arrivata a registrare - ricorda chi allora era presente - qualcosa come 10mila accessi l’anno. Ora, 23 anni dopo, qualcosa di simile potrebbe rivedersi tra le mura di viale Alfieri.

Non sarà un vero e proprio pronto soccorso pediatrico come quello di Vizzoni - e come c’è al Meyer o anche a Viareggio a Pisa e a Grosseto -, ma un angolo di pediatria all’interno del pronto soccorso ordinario. Dove i bambini possano trovare, accanto all’assistenza degli specialisti della medicina di urgenza, anche la consulenza continua di un pediatra.

Il progetto, messo in piedi dai primari del pronto soccorso e di pediatria Alessio Bertini e Fabrizio Gadducci sulla base di una delibera regionale e grazie al contributo fondamentale dell'Associazione "I cuori di Silvia" (in ricordo della schermitrice Silvia Pierucci), diventerà operativo questa estate.

Sarà una piccola rivoluzione nella quotidianità del nostro ospedale. Perché ogni giorno al triage di via Gramsci arrivano per farsi visitare tra i 30 e i 35 bimbi. Per un totale di oltre 11mila accessi l’anno.

LA DOPPIA ATTESA, AL PRONTO SOCCORSO E A PEDIATRIA... Oggi funziona così: il bambino arriva al pronto soccorso con i genitori. Aspetta il suo turno (seppur in un percorso comunque privilegiato), viene visitato dai medici dell’emergenza, refertato e spesso instradato per una consulenza pediatrica all’ottavo padiglione. Lì, attende nuovamente il suo turno per essere rivisitato.

Con la nuova organizzazione - che si chiama fast track, percorso veloce - non servirà più andare in pediatria, ma di fatto sarà la pediatria a spostarsi.

«Le consulenze sono cresciute molto e ci stiamo adoperando per svolgere questa attività direttamente dentro al pronto soccorso», conferma il primario di pediatria Fabrizio Gadducci. «Per noi non cambierà niente, ma per le famiglie cambierà molto».

Perché eviteranno non solo il “viaggio” all’ottavo padiglione, ma soprattutto una visita (e un’attesa) doppia.

CODICI VERDI, BIANCHI E AZZURRI. «L’obiettivo è quello di portare quanto prima il bimbo a contatto con il pediatra - spiega il direttore del pronto soccorso Alessio Bertini - riducendo i disagi che talvolta si creano con i piccoli pazienti. Disagi che si verificano soprattutto con quelli meno gravi che magari hanno bisogno di essere visitati dal pediatra e non dal medico del pronto soccorso - aggiunge Bertini -. Allo stesso tempo è necessario evitare che il bambino critico, che ha necessità di restare da noi, o quello traumatizzato che deve effettuare radiografie, sia mandato in pediatria».

Ecco che la presenza di un pediatra dentro al pronto soccorso permetterà proprio di rispettare la correttezza dei percorsi medici. In questo sarà fondamentale la selezione che verrà fatta al triage dagli infermieri addetti, con criteri stringenti e molto ben codificati: in sostanza i codici verdi, bianchi e azzurri dovrebbero essere tutti smistati direttamente al pediatra.

Bertini entra nello specifico: «Prendiamo un bimbo che si presenta con febbre o con dolore addominale. Dopo l’attenta verifica della saturazione d’ossigeno, della frequenza cardiaca, dell’aspetto e di altri elementi che l’infermiere registra, si deciderà se il piccolo rientra nei criteri per essere inviato direttamente al pediatra oppure no».

In tal modo si ridurranno i carichi sui medici del pronto soccorso e allo stesso tempo si eviteranno alle famiglie i disagi per doppie attese e doppie visite non necessarie.

SALA D’ATTESA SPECIALE E UN AMBULATORIO PER I BAMBINI. Già da tempo all’interno del pronto soccorso esiste una saletta d’attesa dedicata ai piccoli pazienti. Ora quello spazio è stato arricchito: non soltanto giochi, ma anche un angolo per l’allattamento e un bagnetto. Da lì, quando il progetto partirà, si accederà all’ambulatorio per i bambini, dove un pediatra sarà operativo per 12 ore al giorno, sei giorni a settimana: dalle 8 alle 20 dal lunedì al sabato.

Nelle ore notturne invece i pazienti continueranno ad andare a pediatria, ma grazie al fast track saranno indirizzati direttamente all’ottavo dal triage, senza fare la fila al pronto soccorso.
 

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