Sicurezza
Addio Falleni, l’ultimo medico delle «Olivetti»
Livorno, Romano nella bottega in corso Amedeo e poi in via Poggiali riparava macchine da scrivere
LIVORNO. «Se potessero parlare...», diceva ogni tanto mentre, tra nastri e inchiostri, ne sfiorava i tasti con le dita. «Se potessero parlare...», ripeteva prima di farle tornare a cantare. Perché, lui, Romano Falleni, quelle macchine da scrivere malconce riusciva sempre a farle tornare a cantare. Olivetti lettera 22, Everest, Continental. Di affezionatissimi, di collezionisti, di nipoti che magari le avevano avute dalle mani dei nonni. In ogni caso piccoli gioielli da rimettere in sesto che lo hanno accompagnato per tutta la vita. Romano era per tanti, in città, l’ultimo riparatore di macchine da scrivere. Se ne è andato sabato 20 gennaio in uno dei reparti dell’ospedale, dove era ricoverato da qualche giorno.
Ad aprile, con la sua famiglia, avrebbe festeggiato i suoi primi 86 anni. Più di cinquanta li ha passati mano nella mano con la moglie Edda, che gli ha detto sì nel 1963. Insieme sarebbero tornati a soffiare sulle candeline con i figli Nicola e Marco, con Michele nel cuore, con le nipoti Sara e Martina.
Romano Falleni ha riparato macchine da scrivere e calcolatori per una vita. Era bravo, un maestro. Lo ha fatto in giro per l’Italia, per grandi gruppi e aziende. Ha avuto la possibilità di volare all’estero. Poi si è spostato a Piombino e negli anni Sessanta ha aperto il primo negozio livornese in corso Amedeo, dove ha tenuto la saracinesca alzata per una vita. Non ha mai smesso di lavorare in quella bottega-rifugio dall’atmosfera unica, che qualche anno fa ha trasferito in via Poggiali.
Ha continuato a curare macchine da scrivere fino all’ultimo. «Lo faceva sentire vivo, il suo telefono ha continuato a squillare fino a pochi giorni fa», raccontano i familiari.
Era conosciutissimo per la sua attività senza tempo. Ma anche per il suo amore per lo sport. Lui che amava il ciclismo fu tra quelli che fondarono la squadra di calcio dell’Antignano quando il campo sportivo di Banditella era solo un terreno pieno di sassi. È stato anche dirigente del Picchi Fabbricotti.
I funerali saranno celebrati domenica 21 gennaio alle 15.30 nella chiesa del Soccorso, in piazza della Vittoria.
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