Gioco
Inchiesta rifiuti, Fratoni in via del Limone: «Lonzi se ne deve andare»
Livorno, l’assessore regionale passa la palla al sindaco: «La decisione spetta a lui». La sottosegretaria Velo ai cittadini: «La priorità è la salute, avete il mio supporto»
LIVORNO. «Al primo posto la tutela della salute e del lavoro, con la garanzia che le attività si svolgano nel rispetto delle normative. Avete il mio supporto politico» afferma in merito a Lonzi Silvia Velo, sottosegretaria al Ministero dell'Ambiente, in visita ai residenti di via del Limone a pochi passi dai cancelli dell'azienda.
«Lonzi se ne deve andare, la decisione spetta al sindaco Nogarin», aggiunge sibillina Federica Fratoni, assessore all'Ambiente della Regione Toscana, che si dice «pronta a studiare misure eccezionali con Arpat e a proporre a Lonzi l'installazione di telecamere nell'impianto, intenzionata a riprendere in mano la questione con il Comune già dalla prossima settimana, e disponibile a organizzare un nuovo incontro per riavvicinare i tecnici, il dirigente Rafanelli in particolare, e i residenti».
La Fratoni poi, riguardo al presunto legame fra incidenza di patologie tumorali fra i residenti della zona e le emissioni di Lonzi e Rari, lancia un messaggio anche all’Asl: «È approssimativo stabilire un nesso di causalità basandosi su un campione così ristretto, la questione merita un approfondimento da parte dell'Asl e dell'assessorato competente. Sì ad un'analisi epidemiologica con l'Agenzia regionale di sanità».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16372217:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/01/19/news/anche-aamps-blocca-i-pagamenti-alla-rari-e-alla-lonzi-1.16372217]]
Nel frattempo i residenti temono che Lonzi, qualora dovesse ottenere la proroga provvisoria, possa riprendere le attività per le quali è sotto inchiesta. E chiedono maggiori garanzie. «È possibile mantenere certi livelli occupazionali senza ricorrere all'illecito?», chiede Iacopo Brilli. E Fabrizio Terreni, portavoce del comitato, rincara la dose: «Basta affacciarsi alla finestra per vedere montagne di spazzatura, i Vigili del Fuoco dicono che ce n'è troppa mentre per Arpat è tutto a posto».
Fratoni difende l'operato dell’Arpat «che non dispone degli strumenti adatti per effettuare i controlli straordinari necessari a individuare gli illeciti» ringraziando gli inquirenti. Velo non risparmia una stoccata a Nogarin: «I 5 Stelle dicono che la responsabilità è di chi c'era prima di loro, ma è sempre così. Una volta che ci si è lamentati però va trovata la soluzione».
Terreni fa un nodo al fazzoletto: «Mi sento un Don Chisciotte dal 1985, quando è arrivata la spazzatura la nostra vita è finita. Se questa è la volta buona mantenete la continuità d'intenti anche con le elezioni». Lo tranquillizza il consigliere regionale Francesco Gazzetti: «Il consiglio per primo vuole capire, costruiamo un rapporto di ascolto». Soluzioni nell'immediato dunque non se ne vedono e c'è chi vorrebbe andare via, come Ivana Passioni del comitato Aria Pulita Livorno Nord: «La casa che abbiamo comprato negli anni '70 ormai è svalutata. Siamo bloccati qui».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
