Gioco
Beffa-ammortizzatori per i lavoratori Rari
LIVORNO. Un’altra beffa per i 35 lavoratori della Rari: ieri mattina al sesto piano del palazzo della Cgil, a Porta a Terra, i sindacati hanno scoperto che in questi anni l’azienda anziché versare i...
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LIVORNO. Un’altra beffa per i 35 lavoratori della Rari: ieri mattina al sesto piano del palazzo della Cgil, a Porta a Terra, i sindacati hanno scoperto che in questi anni l’azienda anziché versare i contributi periodici per la cassa integrazione («previsto dall’inquadramento del contratto dell’igiene ambientale», spiegano dalla Camera del Lavoro), li ha versati per il Fis, il fondo integrativo salariale dell’Inps.
Risultato? Come per i dipendenti di Lonzi (inquadrati col contratto del commercio) anche quelli di Rari potranno usufruire eventualmente del Fondo. Che però dura sei mesi, la metà della cassa integrazione.
«Speriamo di non arrivare alla scadenza», dice Giovanni Golino, segretario della Funzione Pubblica della Cgil.
I sindacati si sono ritrovati al tavolo con Robi Morreale, amministratore unico delle due aziende, e il consulente Massimiliano Farnesi. È stato deciso di procedere con la richiesta del Fondo, che però verrà formalizzata la prossima settimana. «Abbiamo registrato che ci sono ancora molte ore di permessi e ferie da consumare - spiega Golino -: dunque prima saranno smaltiti quelli, poi si partirà con la richiesta di ammortizzatori sociali».
«Sia Rari che Lonzi - aggiunge Andrea Tonsa della Cisl - sono solo parzialmente sequestrate, c’è una continuità lavorativa anche se ancora le lavorazioni non hanno ripreso. Questo permette però che ci siano i presupposti per richiedere il Fondo, che permetterà di tamponare il periodo fino a quando le due aziende riprenderanno l’attività». (g.c.)
Risultato? Come per i dipendenti di Lonzi (inquadrati col contratto del commercio) anche quelli di Rari potranno usufruire eventualmente del Fondo. Che però dura sei mesi, la metà della cassa integrazione.
«Speriamo di non arrivare alla scadenza», dice Giovanni Golino, segretario della Funzione Pubblica della Cgil.
I sindacati si sono ritrovati al tavolo con Robi Morreale, amministratore unico delle due aziende, e il consulente Massimiliano Farnesi. È stato deciso di procedere con la richiesta del Fondo, che però verrà formalizzata la prossima settimana. «Abbiamo registrato che ci sono ancora molte ore di permessi e ferie da consumare - spiega Golino -: dunque prima saranno smaltiti quelli, poi si partirà con la richiesta di ammortizzatori sociali».
«Sia Rari che Lonzi - aggiunge Andrea Tonsa della Cisl - sono solo parzialmente sequestrate, c’è una continuità lavorativa anche se ancora le lavorazioni non hanno ripreso. Questo permette però che ci siano i presupposti per richiedere il Fondo, che permetterà di tamponare il periodo fino a quando le due aziende riprenderanno l’attività». (g.c.)
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