Gioco
Estetica e monumenti: il laser toscano sul podio del mondo
El.En. di Calenzano: 300 milioni di fatturato e 1.400 dipendenti. Con i suoi raggi ha curato il Battistero di Firenze e la Cappella Paolina
FIRENZE. Firenze è la città che per secoli è stata il simbolo dell’eccellenza del pensiero. E proprio a Firenze è nata una società, la El.En. (Electronic Engineering), divenuta una delle realtà più accreditate nel campo delle tecnologie laser, in particolare in campo medicale. Al termine di un anno da record, il 2017, la El.En. è una delle prime tre realtà mondiali del settore, con 300 milioni di euro di fatturato e una capitalizzazione, per quanto variabile per la quotazione in borsa, che si aggira attorno al mezzo miliardo. Le radici risalgono agli anni ’80 quando El.En. nacque come spin-off dell’Università di Firenze e iniziò lo sviluppo di sistemi laser a CO2, per dermatologia, chirurgia e terapia.
Oggi El.En., che si avvale di società come Deka, nata nel 1987 (e da allora i prodotti medicali portano questo marchio), Asa Laser e Quanta System per la produzione e distribuzione dei propri sistemi, è una società che guida un grande gruppo industriale high-tech, operante nel settore opto-elettronico, che produce con tecnologia propria e soprattutto con un know-how multidisciplinare, sorgenti e sistemi laser innovativi per molteplici applicazioni.
Nel cuore nevralgico dell’azienda, a Calenzano, lavorano 350 persone, ma l’intero gruppo è ormai a quota 1400 dipendenti, con sedi per i laser medicali vicino all’aeroporto di Milano Malpensa, due in Campania, dove si fa soprattutto ricerca, a Vicenza e in Germania, a Jena. Altre sedi commerciali importanti sono in Giappone a Tokyo e in Francia. Per i laser industriali, oltre a Calenzano, la produzione è concentrata in sedi in Brasile e in Cina.
Già, la Cina. «Per una volta le lepri del mercato siamo noi» dicono dall’azienda, rimasta saldamente in mani italiane, per la parte non di flottante, perché proprio i cinesi, negli anni, hanno fatto man bassa di tutte le società del settore.
«Sono molteplici i settori nei quali El.En. eccelle – dicono dall’azienda – ma i mercati internazionali, ormai da anni, riconoscono ai sistemi di El.En. una leadership assoluta nel campo della medicina legata all’estetica, con l’introduzione del laser Nd: Yag (basato su un cristallo drogato con una terra rara, il Neodimio, ndr), che è fra i più utilizzati in dermatologia. I sistemi laser di El.En., però, sono molto utilizzati anche in chirurgia, odontostomatologia, ginecologia, e nella terapia laser per la riparazione di tessuti danneggiati». La storia di El.En. inizia nel 1981 a Firenze, dall’iniziativa del docente dell’Università di Firenze Leonardo Masotti, ora presidente di Deka, e uno dei suoi migliori allievi, l’ingegner Gabriele Clementi, adesso al vertice di El.En. e Cavaliere del Lavoro. La società è quotata in borsa, ma il pacchetto principale di azioni è nelle mani delle famiglie fiorentine e pratesi Cangioli e Pecci.
Dalla sua fondazione El.En. ha incrementato il suo fatturato conquistando nuovi mercati e alla fine del 2000 è in borsa nel segmento Star, mostrandosi da subito un’azienda solida, con conti economici di assoluto rilievo e una linea di prodotti ad alto contenuto tecnologico che riscuotono un successo mondiale, tanto che diventa presto leader globale nel settore dei laser per l’estetica e la chirurgia. ll fatturato di El.En. ricomincia a crescere nel 2012 superando i valori precedenti. Oggi l’azienda contribuisce a portare nel mondo il “Made in Italy” attraverso soluzioni tecnologicamente avanzate, altamente innovative, progettate con impegno e semplici da utilizzare. «Oltre il 50% del nostro fatturato – dicono da El.En. – è legato al mondo della medicina estetica e ai privati, ma una larga fetta viene anche dagli ospedali, in gran parte del mondo».
Ma c’è un altro settore in cui i sistemi laser di El.En. sono un’eccellenza nel mondo, la conservazione e il restauro dei beni culturali. Sono stati i laser della divisione Light for Art (nata da una joint venture tecnologica tra El.En. e Quanta System) a ripulire le porte del battistero di Firenze ed a riportare al loro splendore i capolavori di Michelangelo nella Cappella Paolina, all’interno dei Palazzi Apostolici in Vaticano: «Nel tempo abbiamo donato i nostri sistemi al Vaticano, ma anche ad alcuni musei nel mondo, ad esempio il MET di New York e il Paul Getty di Los Angeles per il recupero delle tele e delle statue. E donazioni sono state fatte a numerosi ospedali come Careggi, Meyer, al medical center di Moshi in Tanzania, al bambin Gesù, al Gemelli e in America Latina. In quest’ultimo caso è stato proprio il Papa a sceglierne la destinazione».
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