Sicurezza
Carrozza e cavalli neri per dire addio alla mamma - Le foto
Livorno, il feretro della maestra di judo Maria Grazia Donati trasportato su un cocchio Il corteo funebre della 64enne scortato al cimitero dalla polizia municipale
LIVORNO. Quattro cavalli neri che trainano una carrozza monumentale portata dal cocchiere. Dentro c’è il feretro di Maria Grazia Donati, la maestra di judo di centinaia di bambini livornesi. E quel mondo di kimono e tatami è là, alla camera mortuaria, a darle l’ultimo saluto. In prima fila c’è il marito, Paolo Agusta, maestro di judo e colonna portante dell’Accademia dello Sport. «I funerali delle regine si fanno così, mamma era la mia regina: in questo modo ho voluto onorare anche il fatto che è cresciuta tra i cavalli», Lenny Poli 38 anni e una vita da top manager negli hotel a cinque stelle del mondo dice addio alla sua mamma per l’ultima volta. Sessantaquattro anni, una vita vissuta tra la passione per la fotografia, per il judo e per la famiglia. L’addio speciale voluto dal figlio tornato il 15 dicembre da Riyadh, la capitale dell’Arabia Saudita dove lavora stupisce buona parte della città e di quei livornesi che assistono al passaggio di quel cocchio da film.
C’è chi fa foto, video: la carrozza monumentale viene scortata dalla camera mortuaria dell’ospedale al cimitero della Misericordia anche dai vigili urbani. Mezzo e cavalli arrivano nella mattinata di giovedì 18 gennaio direttamente dalla provincia di Napoli: a curare le onoranze funebri l'impresa della Misericordia di Livorno hanno provveduto al noleggio della carrozza e del personale. Raccontano dall’impresa funebre che sono sempre loro ad aver messo a disposizione carrozza e cavalli anche in occasione del funerale di Totò e in quello del boss Vittorio Casamonica. Lenny Poli si è rivolto all’impresa campana perchè è l’unica in Italia a fare questo tipo di “funerali monumentali”.
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«Maria Grazia fa parte della nostra storia, sempre solare, era la mamma di tutti i nostri bambini sul tatami», dice commosso Damiano Bani, il direttore dell’Accademia dello Sport. Nessuno si aspettava che la malattia prendesse il sopravvento così. Alla svelta. Brutalmente. «I baci più belli sono sempre quelli della mamma: le dicevo ogni giorno che le volevo bene. Andavamo sempre a mangiare la cassata, quando tornavo, in un bar di via Cairoli», ricorda. Guarda il feretro, la carrozza. «Avrei voluto i cavalli bianchi, ma c’erano solo neri», continua. Il marito Paolo Agusta piange sua moglie. Anche lui indossa il kimono. Lo fa da oltre 50 anni e a Livorno lo conoscono tutti. Non sarà facile ricominciare, ma l’energia di Maria Grazia lo aiuterà in questo delicato momento.
«Era il sostegno della mia vita», dice. L’affetto di amici, parenti, sportivi è tanto. Va dietro al feretro trainato sulla carrozza alla volta del cimitero della Misericordia. «Ci chiamano da ogni parte d’Italia per funerali di questo tipo: noi mettiamo a disposizione le nostre carrozze e i nostri cavalli, siamo rimasti gli unici in Italia», raccontano dall’agenzia funebre Cesarano. La carrozza monumentale utilizzata a Livorno si chiama “Gianturco”.
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