Anche Aamps blocca i pagamenti alla Rari e alla Lonzi
Livorno, allarme dei sindacati: «Senza liquidità stipendi bloccati». Giovedì 18 gennaio in 35 hanno ricevuto mille euro di acconto di novembre
LIVORNO. Nella mattinata di giovedì 18 gennaio i 35 lavoratori della Rari hanno ricevuto una parte dello stipendio di novembre che ancora devono riscuotere: mille euro. Si tratta di un acconto che la società ha erogato per andare incontro, almeno in parte, alle necessità delle famiglie dei dipendenti, che sono indietro anche della mensilità di dicembre e della tredicesima. A quanto risulta non è stato un passaggio facile: primo perché la maggiorparte dei conti correnti di Rari e Lonzi sono tuttora bloccati, secondo perché i fondi disponibili servono per tenere in vita le due aziende, per pagare le assicurazioni, per garantire la sicurezza dei presidi, per pagare l’energia elettrica e l’acqua.
Non solo, ma molti committenti hanno sospeso o disdetto i contratti, come per esempio Unicoop Tirreno o la Compagnia Portuali. Mentre altri hanno sospeso i pagamenti: è il caso di Aamps, l’azienda partecipata al 100% dal Comune di Livorno che a Rari affida lo smaltimento delle ceneri del termovalorizzatore e a Lonzi conferisce carta, cartone e imballaggi in plastica, ma ha anche esternalizzato alcuni servizi.
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«Aamps è stata la prima a bloccare i pagamenti», ha denunciato ieri mattina durante la terza commissione “lavoro” Andrea Tonsa, della Cisl. «Se non entrano liquidi, non possono essere pagati gli stipendi ai lavoratori», è stato l’allarme lanciato dai sindacati e ripreso durante il dibattito da Jari De Filicaia (Pd), che ha chiesto all’amministrazione comunale di intervenire: «Capisco il ragionamento dei clienti privati di Rari e Lonzi che hanno smesso di pagare, ma Aamps perché ha preso questa posizione? Se il ragionamento è quello del privato che ha approfittato di un problema giudiziario per non pagare debiti che aveva, bisogna intervenire».
Lo stesso amministratore unico di Rari e Lonzi Robi Morreale in questi giorni ha chiesto ai vari tavoli proprio questo: il pagamento dei servizi fatti dalle due aziende fino al 13 dicembre, ultimo giorno di attività prima del sequestro da parte del tribunale di Firenze. Considerando che i pagamenti in genere vengono effettuati a 30 o 60 giorni, appare una richiesta legittima: che venga pagato il lavoro fatto...
Proprio Morreale oggi firmerà la richiesta di ammortizzatori sociali per i quasi 70 dipendenti delle due aziende. Cassa integrazione (che dovrà poi concedere il ministero del lavoro) per quelli di Rari che hanno il contratto dell’igiene ambientale, e il Fis, il fondo di integrazione salariale per quelli di Lonzi, che lavorano col contratto del commercio (ad erogarlo è l’Inps). La speranza delle due aziende, a quanto risulta, è che l’attività riparta almeno al 20-30% in modo da far turnare i lavoratori. Il percorso è statp iniziato una settimana fa in Provincia alla presenza di Gianfranco Simoncini e potrebbe andare in porto nelle prossime settimane.
- In relazione all'articolo "Anche Aamps blocca i pagamenti alla Rari e alla Lonzi", pubblicato sulle pagine de "Il Tirreno", riteniamo opportuno precisare quanto segue. Quanto riportato sia nel titolo che nel virgolettato attribuito al sindacalista della Cisl Andrea Tonsa ("Aamps è stata la prima a bloccare i pagamenti") non corrisponde al vero: Aamps Spa ha regolarmente provveduto all'erogazione dei pagamenti a favore delle ditte Lonzi e Rari con le ultime fatture relative al mese di ottobre saldate in data 29/12/2017.
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