Gioco
Addio Maria Grazia, la cintura nera che insegnava ai bimbi
Livorno, Aveva 64 anni, era maestra di judo all’ Accademia dello Sport. Il figlio che lavora all’estero: era la mia regina
LIVORNO. Era la maestra di centinaia di “tigrotti”. Così si chiamano in gergo i piccoli judoka che lei, cintura nera, da tempo allenava. Insegnava anche ai grandi dell’Accademia dello Sport Maria Grazia Donati, lo faceva insieme al marito Paolo Agusta da 50 anni colonna portante del settore judo della società sportiva dilettantistica di via Garibaldi. Se ne va così, con il sorriso e la forza che l’ha sempre caratterizzata, all’età di 64 anni (ne avrebbe compiuti 65 a luglio). «Mi viene a mancare un sostegno di vita», dice con un bisbiglio di dolore il marito che, come lei, amava il judo e il contatto con i bambini. A Livorno Donati era molto conosciuta. Sia nell’ambito dello sport che in quello della fotografia: per anni ha portato avanti lo studio Poli foto.
«E poi andava matta per i suoi cani, Nana e Perla che fino all’ultimo sono stati con lei: gli animali erano un’altra sua grande passione, compresi i cavalli », aggiunge il figlio, Lenny Poli. È un figlio speciale Lenny: da anni gira il mondo, lavora all’estero come top manager per i ristoranti degli hotel a cinque stelle. La sua ultima base è Riyadh, la capitale dell'Arabia Saudita e la sua città più grande. Qui vive a contatto, spesso, con i principi sauditi. E i suoi racconti hanno sempre animato la vita di mamma Maria Grazia.
«È sempre stata la mia regina - racconta il figlio - Stando molto all’estero, ho sempre pensato che quando vuoi bene ad una persona devi dirglielo tutti i giorni e così facevo con mamma, ogni giorno. La chiamavo per dirle che le volevo bene». Dal 15 di settembre Lenny Poli è tornato a Livorno proprio per stare vicino alla madre. «La malattia ultimamente la stava mettendo a dura prova, volevo starle vicino». È il figlio Lenny a ripercorrere la passione che Maria Grazia Donati aveva nei confronti dei cavalli. «Il fratello era allenatore di cavalli e anche suo zio, quello preferito, era un importante allenatore: lei ha girato l’Italia da bambina per questo». Tutto il mondo dell’Accademia dello Sport è vicina al dolore della famiglia. Lei, insieme al marito Paolo Agusta, sono colonne portanti nel settore del judo.
“Nessuno vive sulla terra se vive nel cuore di chi resta”, scrive Giulia Rahali nella bacheca del profilo Facebook che moglie e marito hanno insieme. È un susseguirsi di messaggi di affetto anche da parte di altre scuole di judo e di arti marziali. «Io sono 50 anni che insegna judo all’Accademia dello Sport - aggiunge Augusta, anche lui cintura nera con qualifica di maestro - Adesso allenavamo qualcosa come un centinaio di bambini di varie fasce d’ età, Maria Grazia adorava i tigrotti».
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