Sicurezza
Evasione e vita di lusso sequestro-bis per la villa
di Gianni Tacchi
Proventi illeciti per 500mila euro e non dichiarati: denunciata la proprietaria Gli arresti nel maggio scorso, quando furono trovate anche 11 auto di lusso
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LIVORNO. Proventi illeciti per oltre 500mila euro nel giro di quattro anni, ottenuti sotto forma di accrediti dalle cinque cooperative al centro dell’inchiesta oppure prelevando contanti dai conti correnti delle stesse società, come ricostruito dalla Guardia di finanza. Proventi che, al di là del modo con cui venivano percepiti, dovevano essere dichiarati al Fisco e che invece sono stati occultati. Alessandra Vivaldi, 33 anni, livornese, già agli arresti domiciliari e parte di un’associazione per delinquere che era stata smascherata a inizio maggio, è stata quindi denunciata nuovamente alla Procura della Repubblica. E nei suoi confronti - dato che in un anno l’Irpef evasa, circa 83mila euro, superava la soglia che costituisce reato - è scattato il sequestro per equivalente della villa di Montenero di cui è proprietaria, il secondo dopo quello al momento dell’arresto. Lì, nascoste in garage, erano state trovate e già sequestrate undici supercar, tra le quali una Mercedes Gts da 110mila euro, una Maserati e una Jaguar.
La 33enne, insieme al padre Gianluca Vivaldi e al marito di nazionalità albanese Artur Karamuca, anche loro arrestati a maggio, era già finita nei guai perché - secondo gli inquirenti - la loro associazione per delinquere aveva raggirato il Fisco per una cifra che i finanzieri avevano stimato in circa 10 milioni di euro. La frode, scoperta attraverso l’indagine Black Coop, era legata all’affidamento del servizio di facchinaggio e spedizioni della società Bartolini, completamente estranea all’inchiesta, alle cooperative gestite dai tre. «L’appalto del centro di smistamento di Lavoria - spiega chi indaga - veniva concesso ogni anno a una società diversa, ma dietro c’erano sempre i Vivaldi e Karamuca. I circa duecento dipendenti erano pagati regolarmente, ma le cooperative venivano accompagnate costantemente a morire, tra trasferimento delle sedi e cancellazione dal registro delle imprese, per non versare un euro all’Erario e ripartire da zero l’anno successivo». Un sistema andato avanti con cinque società (Asgm, The Salt One, Bb Shgipper, New Long Service e Fast Time Logisti) e tale da potersi permettere una vita di lusso, fatta di viaggi in tutto il mondo e cene stellate nei ristoranti degli chef più importanti.
L’associazione per delinquere, formata da cinque persone in totale, è ritenuta responsabile di bancarotta semplice, bancarotta fraudolenta, patrimoniale e documentale, appropriazione indebita aggravata, dichiarazione infedele, sottrazione al pagamento delle imposte, indebita compensazione di crediti inesistenti e intestazione fittizia di beni. Sono stati i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria a portare avanti gli accertamenti a livello tributario, facendo scattare il nuovo provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip Fabrizio Nicoletti.
La 33enne, insieme al padre Gianluca Vivaldi e al marito di nazionalità albanese Artur Karamuca, anche loro arrestati a maggio, era già finita nei guai perché - secondo gli inquirenti - la loro associazione per delinquere aveva raggirato il Fisco per una cifra che i finanzieri avevano stimato in circa 10 milioni di euro. La frode, scoperta attraverso l’indagine Black Coop, era legata all’affidamento del servizio di facchinaggio e spedizioni della società Bartolini, completamente estranea all’inchiesta, alle cooperative gestite dai tre. «L’appalto del centro di smistamento di Lavoria - spiega chi indaga - veniva concesso ogni anno a una società diversa, ma dietro c’erano sempre i Vivaldi e Karamuca. I circa duecento dipendenti erano pagati regolarmente, ma le cooperative venivano accompagnate costantemente a morire, tra trasferimento delle sedi e cancellazione dal registro delle imprese, per non versare un euro all’Erario e ripartire da zero l’anno successivo». Un sistema andato avanti con cinque società (Asgm, The Salt One, Bb Shgipper, New Long Service e Fast Time Logisti) e tale da potersi permettere una vita di lusso, fatta di viaggi in tutto il mondo e cene stellate nei ristoranti degli chef più importanti.
L’associazione per delinquere, formata da cinque persone in totale, è ritenuta responsabile di bancarotta semplice, bancarotta fraudolenta, patrimoniale e documentale, appropriazione indebita aggravata, dichiarazione infedele, sottrazione al pagamento delle imposte, indebita compensazione di crediti inesistenti e intestazione fittizia di beni. Sono stati i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria a portare avanti gli accertamenti a livello tributario, facendo scattare il nuovo provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip Fabrizio Nicoletti.
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