Il Tirreno

Livorno

“Potere al popolo”, la sfida a Livorno parte dal palazzo occupato

di Juna Goti
“Potere al popolo”, la sfida a Livorno parte dal palazzo occupato

La formazione di sinistra si presenta tra affreschi e striscioni. «Il Parlamento? Ce la possiamo fare». Tra i possibili candidati il sindacalista Giovanni Ceraolo

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LIVORNO. «Vedo che qui il palazzo già l’abbiamo preso...». È un vulcano Salvatore Prinzi, dell’ex Opg occupato “Je so’ pazzo” di Napoli. La sala piena scoppia in un applauso sorridente quando con il suo accento napoletano si lascia scappare la battuta guardando verso il soffitto affrescato e il parquet di un lucido surreale. Un palazzo bellissimo, rimasto vuoto per anni e occupato abusivamente da famiglie senza casa. Il palazzo Maurogordato, dove ieri pomeriggio, non a caso, si è presentato ufficialmente “Potere al popolo”. Il progetto di sinistra che poggia le basi sull’esperienza dell’ex Opg di Napoli e che ora punta a quel famoso tre per cento che serve per entrare in Parlamento. Proverà a presentare liste in tutta Italia, in tutti collegi, ripete Prinzi: «Siamo partiti due mesi fa e siamo arrivati a 150 assemblee in tutto il Paese. Livorno è stata la prima ad accettare la sfida». Ma chi si è tuffato nella corsa?

Nel salone al primo piano sugli scali d’Azeglio, tra striscioni e affreschi, si vedono i rappresentanti di sindacati come Usb o Unione inquilini. Di forze politiche come Buongiorno Livorno o Rifondazione comunista. Volti di Senza Soste, giovani studenti e famiglie occupanti.

Che è una sfida lo dicono tutti. Ma «non è impossibile, ce la possiamo fare a mandare qualcuno di noi in Parlamento», ripete al microfono Giovanni Ceraolo, il sindacalista delle occupazioni, come lo chiama qualche amico, uno di quelli che si danno più da fare con Asia e Usb. È dato in cima alla lista dei possibili candidati livornesi di Potere al popolo, che dopo le proposte messe giù negli ultimi giorni, sarà ufficializzata alla cena di autofinanziamento in programma il 21 gennaio al circolo Norfini di Colline.

«Questa sala piena è un grande inizio», dice: «Ho fatto tanta politica in questi anni, ma non ho mai fatto un passo in più. In questa fase ho pensato, abbiamo pensato, che fosse arrivato il momento di metterci in gioco. Perché siamo all’angolo su diritti, lavoro, sanità». Nel suo intervento attacca l’altro fronte di sinistra in campo, quello di “Liberi e Uguali”, che «in Toscana è rappresentato da uno come Enrico Rossi». E con l’ambizione di rappresentare «chi in questi anni ha subito di più la crisi», dice subito che «bisogna essere bravi a intercettare quei livornesi che non votano più da anni» e andare avanti con il progetto anche oltre le elezioni del 4 marzo...

«Il progetto di Potere al Popolo – lo precede Vittorio Cateni, seduto accanto a Lisa Oliviero – nasce dall’esigenza di quella fetta di sinistra che non si sente più rappresentata dalla non-sinistra italiana».

Un’idea della geografia di Potere al popolo in chiave livornese la danno gli interventi successivi: al microfono prendono la parola Valentina Barale di Bl, Francesco Renda di Rifondazione, Il sindacalista di Asia Fabio Conti (che dice di portare il saluto di «200 famiglie occupanti della città, circa 500 persone»), lo studente universitario Alessandro Colombini, Daria Faggi dell’Unione inquilini. Parla anche il consigliere comunale di Livorno Libera Giuseppe Grillotti, l’ex grillino deluso dal Movimento 5 Stelle, che ringrazia per aver trovato «chi votare il 4 marzo».

Con la sciarpa tra il rosso e l’amaranto al collo interviene anche il prof e regista Lamberto Giannini. Si sa che gli è stato chiesto di candidarsi e non ha accettato, ma ci crede: «Questo non è un voto perso, è un voto rivoluzionario».


 

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