Il Tirreno

Livorno

L’Avis va a scuola e al Cecioni in 141 diventano donatori

Il calo delle donazioni non è purtroppo un fulmine a ciel sereno. «Nel 2017 ne abbiamo contate 120 in meno rispetto al 2016», spiega Matteo Bagnoli, presidente dell’Avis di Livorno, che rimane...

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Il calo delle donazioni non è purtroppo un fulmine a ciel sereno. «Nel 2017 ne abbiamo contate 120 in meno rispetto al 2016», spiega Matteo Bagnoli, presidente dell’Avis di Livorno, che rimane tuttavia la sezione comunale più attiva in tutta la Toscana.

Non è un calo marcato, l’1 per cento. E tra l’altro la lettura che il primario del centro trasfusionale Piero Palla dà sul bilancio dell’anno appena concluso in viale Alfieri è comunque positiva: «Sul sangue le donazioni sono andate meglio, sul plasma invece è vero che abbiamo perso tanto, ma ciò è legato anche al fatto che le caratteristiche del plasma imposte dal nuovo decreto ministeriale entrato in vigore da poco, ci fanno selezionare i donatori in maniera più stringente. In modo irrevocabile viene posto il volume di 600 millilitri di plasma e ciò ha fatto diminuire le donazioni ma dal punto di vista del volume di plasma raccolto siamo addirittura aumentati».

A guardare la curva degli ultimi anni tuttavia il calo è stato notevole, almeno in casa Avis: «Nel 2013 contammo 10mila donazioni - ricorda Bagnoli -, da quel momento, un po’ per la crisi, un po’ perché le aziende mandano sempre meno volentieri i lavoratori a donare, siamo scesi di mille donazioni e ora ci attestiamo a 9000. Sul tema dei lavoratori abbiamo posto il problema anche al prefetto».

In questo quadro diventa fondamentale il proselitismo, a cominciare dal mondo giovanile. Ed è uno dei ruoli delle associazioni: «Da 10 anni ci presentiamo nelle scuole con tutte le associazioni del dono Aido, Admo, Agbalt, grazie ai professori che capiscono l’importanza e ci danno - racconta Bagnoli -. Contattiamo le classi quarte e quinte degli istituti superiori e iniziamo il percorso di convegni il sabato durante i quali sensibilizziamo i ragazzi a capire l’importanza di donare sangue e plasma».

I risultati rappresentano il bicchiere mezzo pieno dell’allarme sangue e fanno sperare: solo al liceo Cecioni i ragazzi che si sono iscritti all’Avis sono stati 141.

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