Il Tirreno

Livorno

gli scenari guardando anche al 2019 

In casa Pd duello social su Bacci nel toto-nomi con Velo e Romano

In casa Pd duello social su Bacci nel toto-nomi con Velo e Romano

LIVORNO. Si scalda il toto-candidati in casa Pd: soprattutto adesso che l’ultimo round sotto il tetto della federazione ha portato alla “disponibilità” di Lorenzo Bacci, segretario territoriale dem e...

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LIVORNO. Si scalda il toto-candidati in casa Pd: soprattutto adesso che l’ultimo round sotto il tetto della federazione ha portato alla “disponibilità” di Lorenzo Bacci, segretario territoriale dem e sindaco di Colle, ad accettare una eventuale candidatura alle elezioni politiche di marzo.

La pagina Facebook del sindaco-segretario è diventata una sorta di crocevia virtuale: e se, da un lato, non manca una sfilza di “mi piace” e parole di apprezzamento all’idea di vedere il nome di Bacci sulla lista, c’è anche però chi proprio non ci sta.

Per l’ex consigliere comunale Adriano Tramonti «quando si candida il segretario non può essere discusso esclusivamente da 3 persone ma dalla totalità del partito». Daniele Bettinetti parla di «auto-candidatura» e non fa mistero che avrebbe preferito «primarie o comunque un passaggio nei circoli per scegliere chi candidare con possibilità aperta per presentare candidature (come il Pd ha fatto in passato, anche a Livorno)». La discussione siu allarga via social: sul tasto delle primarie insiste anche Valerio Ferretti, a maggior ragione «da chi è stato elettro con primarie extra». E dalla trincea della sinistra colligiana va all’attacco Dario Fattorini («se queste sono le regole del gioco, tanto vale che mi autocandidi anch'io») e Daniela Bartalucci rileva che «ci sono stati documenti di unioni comunali che chiedevano percorsi condivisi» e che «a gran voce» sono stati chiesti «il congresso e l'apertura di una nuova fase politica».

Proprio questa sottolineatura sembra riportare l’orologio indietro alla fase dello scontro aperto: la maggioranza dell’assemblea cittadina Pd a agosto mette nero su bianco un documento critico nei riguardi dei vertici locali proprio alla vigilia della lunga volata elettorale fra politiche di adesso e le amministrative del prossimo anno. Alla fine l’anticipazione del congresso comunale e il via alla conferenza programmatica (fra pochi giorni) aveva fatto smussare i toni.

Se scontro interno ha da essere, non è affatto detto che Bacci debba duellare anche con Andrea Romano e la sottosegretaria Silvia Velo. Fonti interne al Pd raccontano di un tentativo di creare un “ticket a tre” – appunto con Bacci, Velo e Romano – per avere un fronte di nominativi che regga l’impatto con l’arrivo di candidature piovute da Roma a caccia di collegi sicuri per i big Pd o per gli alleati più in vista come accadde quando Di Pietro venne messo in lizza nel Mugello. Velo e Romano hanno un ruolo a Roma ma possono vantare anche un radicamento locale (sono l’uno e l’altra della provincia di Livorno) e una pluralità di posizioni (Velo è orlandiana, Romano è un ex di Monti).

Insomma, non è detto che i guai per Bacci arrivino dagli altri nomi circolati in questi giorni. Resta poi anche il lavoro in sordina di chi non vede male Bacci a Roma perché,in mezzo a mille ironie sul triplo incarico (parlamentare, oltre che sindaco e segretario), è presumibile che mollerebbe la guida del Pd livornese e questo dunque rimetterebbe in ballo gli assetti del partito a Livorno. Proprio a un passo dal congresso e dalle scelte su chi candidare sindaco nel 2019.

Mauro Zucchelli

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