Gioco
Crollano le donazioni di sangue, scorte in esaurimento a rischio gli interventi
Meno di 20 al giorno da inizio anno (nel 2017 la media era 43) Il centro trasfusionale raddoppia le aperture domenicali
LIVORNO. Il giorno nero della donazione è stato martedì 9 gennaio: soltanto 13 persone hanno varcato la soglia del centro trasfusionale di viale Alfieri per far dono del proprio sangue o del proprio plasma. Ma dall’inizio dell’anno il trend non è andato meglio: l’8 gennaio avevano donato in 24, il 10 gennaio in 20. Contro una media che nel 2017 si è attestata a 43 donazioni giornaliere.
Un crollo verticale, più che un rallentamento, che fa lanciare l’allarme al primario Piero Palla: «Le riserve tendono a diminuire rapidamente: la rete permette per ora di sopperire a varie emergenze ma è certo che se non corriamo ai ripari entreremo presto nell’allarme rosso». Il che, tradotto, significa lo stop agli interventi chirurgici programmati. «Ad oggi non ci sono ipotesi di questo tipo ma le scorte calano e i donatori non vengono», ribadisce Palla. «Dobbiamo fare in modo di non trovarci a fine gennaio nel dramma ed evitare che tanti interventi possano venir rimandati per mancanza di sangue». In passato è capitato. Se il trend non cambia, il rischio è concreto.
D’altra parte per adesso Livorno si sta reggendo in piedi grazie alle donazioni che arrivano da Massa e da Viareggio: «È il segreto della rete trasfusionale, se Livorno produce poco ma altre città reggono, prendiamo il sangue altrove», spiega Palla.
Ma il sistema così non può reggere a lungo. «Dopo le vacanze di Natale c’è sempre un calo, ma quest’anno siamo arrivati a una media che non arriva a 20 donatori al giorno, meno della metà di quello che mediamente preleviamo - evidenzia il primario -. Sono due i periodi critici durante l’anno: il mese di agosto e quello post natalizio. La differenza però è notevole: mentre ad agosto diminuiscono anche le attività chirurgiche e dunque la richiesta di sangue è minore, d’inverno, da Befana in poi l’attività operatoria riprende a pieno regime. E la lentezza con cui spesso si risponde all’appello delle donazioni non ci dà modo di essere pronti alle esigenze della chirurgia».
Dal centro trasfusionale è partita così una chiamata a raccolta delle associazioni (a Livorno le principali sono tre, Avis, Fratres e Anpas) per suonare la carica ai donatori. Il primo risultato si è visto ieri mattina: «Sono venuti in 48, record di quest’anno, in un centro che comunque è attrezzato per fare anche 70 prelievi al giorno», spiega Palla quando l’orologio segna ormai l’una e l’attività è chiusa. «Abbiamo chiesto aiuto alle associazioni che evidentemente si sono mosse bene. Diciamo che è il primo giorno di luce, ma non basta».
Proprio per questo, anche oggi, che è domenica, le porte del centro trasfusionale saranno aperte. «I prelievi la seconda domenica del mese sono ormai un classico - ricorda Palla -. Chi viene a donare, in genere lo fa su prenotazione, ma se qualcuno si presenta anche senza averci avvertito può donare ugualmente. La prenotazione serve semplicemente per organizzare l’organico domenicale del centro trasfusionale».
Sul tavolo c’è il progetto di raddoppiare le domeniche di apertura: «Vista la situazione vorremmo aprire le porte ai donatori anche domenica 28 gennaio - conferma Palla -. Purtroppo c’è una diatriba sindacale che va avanti da novembre, quando avevamo aperto per due domeniche in un momento di calo delle donazioni legato al virus della Chikungunya. Martedì avremo un incontro e speriamo di trovare una soluzione. L’obiettivo è uniformarci agli altri ospedali, per fare due aperture domenicali come a Massa e Pontedera». A Viareggio e Lucca ne fanno addirittura quattro: fin da oggi Livorno, che nella donazione e nei gesti di solidarietà è sempre stata regina, potrà dimostrare di non essere da meno.
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