Il Tirreno

Livorno

il centro e la crisi

In piazza Garibaldi saracinesche colorate ma sempre chiuse

di Alessandro Guarducci e Francesca Suggi
In piazza Garibaldi saracinesche colorate ma sempre chiuse

Livorno, il rilancio della zona passa dalla ripresa delle attività. L'assessora Baldari: stiamo valutando come agevolare nuove aperture

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LIVORNO. Sicuramente sono meno brutte, come spiega l’assessora comunale al Commercio Paola Baldari, e in effetti le saracinesche dipinte dalle giovani creative della galleria d’arte Uovo alla Pop di piazza Garibaldi tolgono il velo di tristezza a quelle lamiere che prima erano grige, sporche e malinconiche. Ma purtroppo non è con i colori che si può risolvere il problema della riqualificazione di un’area - piazza Garibaldi e dintorni - che si trova in centro, affacciata sui fossi e sulla Fortezza Nuova, ma che assomiglia più a una periferia anonima e degradata, soprattutto la sera quando le luci delle (poche) attività si spengono. «Sicuramente la ripresa economica non arriva con le saracinesche artistiche: vorremo che il progetto Sicurezza in Garibaldi con i finanziamenti della Regione che ha portato all’apertura di alcune nuove attività facesse da apripista in altri quartieri, ma è un problema di risorse e finanziamenti che mancano», commenta l’assessora Baldari.

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«Per il momento prendiamoci il bello che le saracinesche colorate trasmettono. Poi stiamo valutando, ma siamo ancora nell’ambito delle ipotesi, di dare agevolazioni fiscali ai commercianti secondo criteri tutti da definire. Forse così una ripresa ci potrà essere davvero».

Una cosa è certa: il rilancio della zona, anche sotto il profilo della sicurezza, passa necessariamente dalla ripresa dell’attività commerciale - un tempo florida in tutta l’area - e finché quelle saracinesche resteranno giù, a testimonianza dei tanti negozi chiusi nel corso degli ultimi anni, non ci sarà possibilità di un reale sviluppo. Quei colori sulle saracinesche assomigliano tanto a un palliativo, che fa pensare a qualcuno che le cose vadano meglio, ma in realtà non curano il problema: la crisi in piazza Garibaldi e dintorno morde ancora.

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E in effetti, nonostante lo sforzo dell’amministrazione e delle associazioni di categoria, piazza Garibaldi continua a dover combattere contro il degrado, gli sbandati, gli spacciatori. Come testimoniano tanti residenti anche sui social, dove vengono riversate numerose lamentele. C’è chi parla di coprifuoco appena spunta l’oscurità e chi sollecita interventi più massicci da parte del Comune. Un clima, dunque, che va dalla paura all’insoddisfazione.

Poi ci sono i problemi strutturali del commercio di piazza Garibaldi, che ad oggi non trovano soluzione, è il caso dei titolari delle baracchine, quelli che hanno le vecchie concessioni per capirci. «Ogni giorno rischiamo una multa perché non possiamo esporre: se il Comune non trova una soluzione qui chiudiamo tutti», dice Walter Carlesi.

 

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