La protesta
Ecco Caffè Tirreno nella campagna di via del Limone
Alle 10 i cronisti incontreranno i cittadini nella cantina dello storico amministratore dei beni dei Mimbelli
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LIVORNO. Stamani alle 10 i giornalisti della cronaca di Livorno saranno in via del Limone, nella cantina Fonte Medicea, per un Caffè Tirreno molto particolare: i cronisti incontreranno infatti i residenti di quest’angolo di città, alle porte della campagna livornese.
Un’oasi di natura che da 50 anni tuttavia ha dovuto subire la presenza di un’attività che ne ha ferito l’identità (e l’aria), quello della Lonzi Metalli, azienda specializzata nello stoccaggio e trattamento dei rifiuti.
Fino a qualche anno fa accanto alla Lonzi, c’era un’altra ditta specializzata nella lavorazione dei rottami metallici, la Lunirot, che per fortuna ha poi spostato le proprie attività.
La beffa è amara: chi aveva fatto la scelta di vivere nella natura, immerso nella campagna, tra ruscelli e boschi alle porte della Puzzolente, ha finito per pagare il prezzo più alto dell’inquinamento. Un contrappasso beffardo ben raccontato da un dato, raccolto in un report realizzato dai residenti stessi e presentato all’Asl nel 2012: su 63 abitanti in 12 erano ammalati di cancro. Il 20% contro una media del 5.5% nazionale.
Ma nonostante i disagi, i rumori delle lavorazioni e degli autotreni di passaggio, nonostante il rischio di ammalarsi, l’aria inquinata e il muro di gomma trovato per mezzo secolo nelle istituzioni, la maggiorparte degli abitanti non si è arreso e non se n’è andato. Anzi, ha deciso di portare avanti la propria battaglia per difendere un diritto fondamentale: quello alla salute. Sognando di poter un giorno tornare a godersi questo scorcio di campagna che è uno dei più antichi di tutta la città di Livorno, incentrato sul piccolo borgo Mediceo ancora intatto.
Il Caffè di oggi si berrà nella cantina di Angiolo Volandri, 90 anni, memoria vivente di via del Limone e di tutta la storia della Puzzolente, discendente della famiglia che amministrava i beni dei Mimbelli, che qui avevano meravigliosi possedimenti (ed erano proprietari anche dei terreni che poi furono venduti a Lonzi), autore nel 2011 del volume “Memorie di un uomo di campagna”. (g. corsi)
Un’oasi di natura che da 50 anni tuttavia ha dovuto subire la presenza di un’attività che ne ha ferito l’identità (e l’aria), quello della Lonzi Metalli, azienda specializzata nello stoccaggio e trattamento dei rifiuti.
Fino a qualche anno fa accanto alla Lonzi, c’era un’altra ditta specializzata nella lavorazione dei rottami metallici, la Lunirot, che per fortuna ha poi spostato le proprie attività.
La beffa è amara: chi aveva fatto la scelta di vivere nella natura, immerso nella campagna, tra ruscelli e boschi alle porte della Puzzolente, ha finito per pagare il prezzo più alto dell’inquinamento. Un contrappasso beffardo ben raccontato da un dato, raccolto in un report realizzato dai residenti stessi e presentato all’Asl nel 2012: su 63 abitanti in 12 erano ammalati di cancro. Il 20% contro una media del 5.5% nazionale.
Ma nonostante i disagi, i rumori delle lavorazioni e degli autotreni di passaggio, nonostante il rischio di ammalarsi, l’aria inquinata e il muro di gomma trovato per mezzo secolo nelle istituzioni, la maggiorparte degli abitanti non si è arreso e non se n’è andato. Anzi, ha deciso di portare avanti la propria battaglia per difendere un diritto fondamentale: quello alla salute. Sognando di poter un giorno tornare a godersi questo scorcio di campagna che è uno dei più antichi di tutta la città di Livorno, incentrato sul piccolo borgo Mediceo ancora intatto.
Il Caffè di oggi si berrà nella cantina di Angiolo Volandri, 90 anni, memoria vivente di via del Limone e di tutta la storia della Puzzolente, discendente della famiglia che amministrava i beni dei Mimbelli, che qui avevano meravigliosi possedimenti (ed erano proprietari anche dei terreni che poi furono venduti a Lonzi), autore nel 2011 del volume “Memorie di un uomo di campagna”. (g. corsi)
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