Gioco
Yacht, vele e scalo crociere: raddoppierà il lungomare
È in ballo la più rilevante modifica della striscia di territorio fra città e acqua Il nuovo accesso al Molo Mediceo, cambia l’identikit di Borgo Cappuccini
LIVORNO. A parte il restyling fine anni ’90 del lungomare attorno alla Terrazza Mascagni fra acquario e palme (ma soprattutto la ricostruzione-fotocopia del gazebo) e, adesso il parallelepipedo simil-razionalista appiccicato all’anonimo fabbricato ottocentesco dello Scoglio della Regina, l’identikit del nostro lungomare non è cambiato granché in più di settant’anni. Non l’hanno modificato nemmeno i bombardamenti, potrebbe invece riuscirci il ridisegno della striscia di città a nord della Bellana: a innescarla sarà il porto turistico.
Finora abbiamo visto cambiare il polo commerciale là dove l’architetto Augusto Cagnardi aveva immaginato una “piazza a mare” un po’ sul modello di piazza Unità d’Italia a Trieste. C’è Porca Vacca, c’è un punto vendita Coop, poi il ristorante giapponese, il negozio di elettronica-hifi, quello di oggettistica, la clinica dentale, l’erboristeria, la banca…
Però fin qui non è altro che un nuovo polo commerciale così come l’enorme sagoma azzurra di Azimut Benetti è solo il capannone della “Ferrari degli yacht” ma su una porzione di territorio più ristretta rispetto al vecchio cantiere.
IL NUOVO ACCESSO
La trasformazione più grande non riguarda solo gli specchi acquei di Darsena Nuova e quella metà del Porto Mediceo a sud del molo Elba prolungato (più un po’ di Molo Mediceo). Secondo le informazioni raccolte, l’accesso a quest’ultima zona – dove troviamo Piloti, Avvisatore e Yacht Club – non avverrà più, se non per pedoni e bici, dall’attuale strada dall’Andana degli Anelli verso il ponte girante.
Ci sarà una nuova strada, come viene confermato da fonti dell’Authority: una nuova via Edda Fagni bis che s’infilerà là dov’erano le officine del Cantiere – i capannoni dei quali adesso resta lo scheletro e qualcosa d’altro – sbucando poi alle spalle dell’Andana delle Ancore. Ci farà, insomma, sbattere il naso contro quel quasi niente che resta del Forte della Sassaia, altra architettura sconosciuta a tanti livornesi. E da lì allungherà la passeggiata a mare: novità da non sottovalutare, non accadeva da quando agli inizi del secolo scorso le classi dirigenti labroniche si “inventarono” il viale verso Antignano a sud della Rotonda.
Ricordiamoci che qualche spanna più in là vivrà entro breve una stagione di cambiamentyi anche il porto passeggeri: la gara per la privatizzazione è in assegnazione provvisoria da aprile all’alleanza Msc-Onorato e mette sul piatto 91 milioni di euro di investimenti per accogliere ogni anno 700-800mila croceristi e quasi due milioni di turisti dei traghetti. È intuibile che un tal pacchetto di soldi è destinato a trasformare anche quest’altro chilometro di costa – fino all’Alto Fondale incluso – rendendolo probabilmente più simile a un lungomare che a quel che è adesso (salvo le esigenze di security): chissà che alla fin fine non entri nel ventaglio delle modifiche anche l’ex silos, ora ridotto a un pachiderma in abbandono.
C’è però anche un’altra mutazione. Non la trovate nelle mappe urbanistiche o nelle decisioni di giunta, tuttavia è in corso e ha dalla sua la forza di un esercito di piccoli imprenditori di sé stessi in cerca di fortuna: cambia volto una parte di Borgo, quella più a ridosso degli scali Novi Lena. E non stiamo parlando solo del fatto che l’allargamento della sede stradale ha creato una serie di locali che si sono conquistati un proprio pubblico.
CAMBIANO I NEGOZI
È dentro il quartiere che i fondi commerciali stanno mutando la propria fisiognomica. Ad esempio, nel pezzetto di Borgo Cappuccini fra i Quattro Canti e piazza Giovane Italia così come sugli scali Novi Lena, in via delle Navi o nel tratto sud di piazza Mazzini: negli ultimi 5-6 anni sparita qualche attività tipo toelettatura cani, installazione tende o spedizioni pacchi, in arrivo ristorantini, stuzzicherie e locali, un laboratorio orafo, un negozio di tatuaggi al posto degli uffici di una immobiliare.
Più in là, verso il centro, l’onda di trasformazione non è ancora arrivata: restano i cartelli “vendesi” e le saracinesche abbassate. In attesa che arrivi qualcuno a rastrellarle per quattro soldi: ammesso che non sia già capitato, come racconta più di un operatore.
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