Gioco
Laura lezza
Tra le strade livornesi un incipit sofisticato sospeso tra passato e futuro
Livorno sembra essere necessaria per questo Romanzo Famigliare, non casuale ambientazione. La voce di Nada apre la scena e questo primo capitolo, con un incipit inusuale e sofisticato, ci lascia un'im...
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Livorno sembra essere necessaria per questo Romanzo Famigliare, non casuale ambientazione. La voce di Nada apre la scena e questo primo capitolo, con un incipit inusuale e sofisticato, ci lascia un'immagine di Livorno sospesa tra il passato e il futuro, con il potente capo famiglia che passeggia all'alba sul ponte del Molo Mediceo. Quel ponte che affianca le mura medicee e si affaccia sulle nuove strutture blu dei cantieri, sede del suo potere. Si susseguono immagini dall'alto di una Livorno elegante e bella, il porto maestoso, la Venezia, il viale Italia, le strade verdi di Montenero, la Fortezza Vecchia, il rigore antico e perfetto dell'Accademia, con i suoi interni sconosciuti, le stanze dei cadetti, la mensa, la piscina, le divise. Immagini perfette, ferme e quasi di un'altra epoca, che accolgono i corpi modernissimi e sensuali dei protagonisti. Il lessico famigliare dei personaggi di questo romanzo, come fu quello di Natalia Ginzburg, diventa decisivo. Forte il linguaggio dei protagonisti, così come quello sensuale dei loro corpi che fanno l'amore, si toccano, si arrabbiano, si muovono, urlano, accolti da una Livorno sospesa tra antico e moderno, tra un'estetica perfetta e la sua fisicità.
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