Gioco
Da Prato a Livorno un aiuto per Miriam
Il gruppo sportivo ricreativo della polizia municipale pratese dona mille euro alla donna disabile che si salvò grazie alla fune di lenzuola di un carabiniere
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LIVORNO. È uno di quei gesti che non possono passare inosservati. Perché inaspettati. Perché fatti in modo spontaneo. Perché rappresentano un aiuto concreto. Questa volta la mano tesa verso Livorno arriva da Prato. Dal gruppo sportivo ricreativo della polizia municipale di Prato, che ha deciso di donare mille euro alla famiglia di Miriam Pinna. Una di quelle famiglie che la notte tra il 9 e il 10 settembre hanno perso tutto, travolte dalla furia dell’acqua e del fango.
La storia di Miriam è particolare. I rappresentanti dell’associazione pratese l’hanno letta proprio sul Tirreno il 19 settembre scorso, grazie a due soci e amici della donna che vivono fuori città, Bernardino Viani e Rosa Chiapperini.
Pinna, 63 anni, disabile sulla sedia a rotelle, quella notte è rimasta intrappolata nella sua casa al piano terra di via Mondolfi: quando l’acqua ha invaso l’appartamento, fino a superare il metro e mezzo, si è aggrappata alla persiana della finestra, tenendo stretto a sé il suo cane Roy, e ha iniziato a gridare aiuto. L’ha salvata un carabiniere di 34 anni, Eugenio Sturniolo, che dal piano di sopra è riuscito a calarsi fin dentro l’acqua con una corda fatta di lenzuola.
«Questa storia ci ha colpito molto, anche per il gesto del carabiniere», ripete il presidente dell’associazione pratese, Sergio Paolini. Insieme al vice Stefano Ciambellotti e ad Emilio Valisano, del consiglio, ha raggiunto il residence Marilia, in Banditella, dove la donna e il figlio hanno trovato una sistemazione provvisoria attraverso il Comune. Con loro hanno portato un assegno da mille euro che è stato consegnato a Miriam. «Abbiamo raccolto i soldi tra i soci, siamo sensibili a questi temi», ripetono dal gruppo, che cerca spesso di coniugare sport e solidarietà con iniziative che vengono organizzate sul territorio. Come la Prato Kid Sport Marathon, che a metà dicembre ha coinvolto centinaia di partecipanti. L’associazione e Miriam si erano incontrati già qualche anno fa, per un viaggio organizzato a Lourdes.
Dopo l’alluvione la casa di via Mondolfi è stata dichiarata inagibile: «Facciamo i lavori a spese nostre, sperando nei rimborsi», spiega la donna insieme al figlio Simone Sbrana, che dopo il 10 settembre ha scritto al sindaco e al prefetto per raccontare il gesto del carabiniere che ha salvato la vita alla madre.
Insieme ringraziano l’associazione pratese. E tornano a ringraziare la famiglia: «Quando sono uscita di casa avevo solo un vestito strappato e gli indumenti prestati da un vicino. Con mia sorella siamo ripartite dal comprare lo spazzolino. E ringrazio di cuore mio cognato per tutto quello che ha fatto». «Come spenderò questi mille euro? Per un impianto – conclude – o come caparra per i muratori».
Juna Goti
La storia di Miriam è particolare. I rappresentanti dell’associazione pratese l’hanno letta proprio sul Tirreno il 19 settembre scorso, grazie a due soci e amici della donna che vivono fuori città, Bernardino Viani e Rosa Chiapperini.
Pinna, 63 anni, disabile sulla sedia a rotelle, quella notte è rimasta intrappolata nella sua casa al piano terra di via Mondolfi: quando l’acqua ha invaso l’appartamento, fino a superare il metro e mezzo, si è aggrappata alla persiana della finestra, tenendo stretto a sé il suo cane Roy, e ha iniziato a gridare aiuto. L’ha salvata un carabiniere di 34 anni, Eugenio Sturniolo, che dal piano di sopra è riuscito a calarsi fin dentro l’acqua con una corda fatta di lenzuola.
«Questa storia ci ha colpito molto, anche per il gesto del carabiniere», ripete il presidente dell’associazione pratese, Sergio Paolini. Insieme al vice Stefano Ciambellotti e ad Emilio Valisano, del consiglio, ha raggiunto il residence Marilia, in Banditella, dove la donna e il figlio hanno trovato una sistemazione provvisoria attraverso il Comune. Con loro hanno portato un assegno da mille euro che è stato consegnato a Miriam. «Abbiamo raccolto i soldi tra i soci, siamo sensibili a questi temi», ripetono dal gruppo, che cerca spesso di coniugare sport e solidarietà con iniziative che vengono organizzate sul territorio. Come la Prato Kid Sport Marathon, che a metà dicembre ha coinvolto centinaia di partecipanti. L’associazione e Miriam si erano incontrati già qualche anno fa, per un viaggio organizzato a Lourdes.
Dopo l’alluvione la casa di via Mondolfi è stata dichiarata inagibile: «Facciamo i lavori a spese nostre, sperando nei rimborsi», spiega la donna insieme al figlio Simone Sbrana, che dopo il 10 settembre ha scritto al sindaco e al prefetto per raccontare il gesto del carabiniere che ha salvato la vita alla madre.
Insieme ringraziano l’associazione pratese. E tornano a ringraziare la famiglia: «Quando sono uscita di casa avevo solo un vestito strappato e gli indumenti prestati da un vicino. Con mia sorella siamo ripartite dal comprare lo spazzolino. E ringrazio di cuore mio cognato per tutto quello che ha fatto». «Come spenderò questi mille euro? Per un impianto – conclude – o come caparra per i muratori».
Juna Goti
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