Gioco
M5S, le autocandidature: IL REGOLAMENTO STOPPA CANTONE
Spunta l’attivista Berti si fa avanti anche Auteri
LIVORNO. Un nome su tutti, ieri, ha fatto il giro del web e delle stanze della politica, e non solo: quello di Gregorio De Falco, il comandante del “salga a bordo cazzo” gridato a Schettino la notte...
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LIVORNO. Un nome su tutti, ieri, ha fatto il giro del web e delle stanze della politica, e non solo: quello di Gregorio De Falco, il comandante del “salga a bordo cazzo” gridato a Schettino la notte del naufragio della Concordia. «Sarà candidato nel collegio plurinominale di Livorno», ha annunciato direttamente il candidato premier a 5 Stelle Luigi Di Maio.
Ma quanti sono e chi sono i livornesi che entro le 17 di mercoledì hanno premuto il bottone grigio dello schermo e si sono proposti come possibili candidati del Movimento? Partiamo da chi non c’è, nonostante il suo nome abbia circolato fino a ieri: l’ex consigliere regionale Enrico Cantone, dimesso a maggio dopo l’inchiesta giornalistica sulle società a Malta, alla fine non si è fatto avanti. «C’è stato un dibattito politico interno al Meet sulla mia candidatura – conferma –, ci sono state proposte in questo senso dalla base, ma per regolamento non sono candidabile». Lo dice l’articolo 6 del nuovo testo M5S per la selezione dei candidati, che al punto O recita: “non dovrà essersi dimesso o aver rinunciato ad una carica elettiva, fatti salvi i casi di scioglimento o commissariamento anticipato dell’organo e/o comprovate ragioni di salute».
A sorpresa tra quelli che hanno alzato la mano c’è invece l’ex dirigente ed ex candidato alle primarie Pd Andrea Auteri. Quello che nella primavera del 2015 pubblicò il video della tessera dem gettata nel water, prima di iscriversi al M5S. Nella base pentastellata ieri c’era chi avanzava dubbi sulla sua candidabilità. «Per me sono candidabile – ha spiegato – perché non sono mai stato candidato ad elezioni politiche o amministrative, nel regolamento non si parla di ruoli di partito».
Guardando agli attivisti del Meet up, uno dei nomi che vengono fatti di più è quello di Francesco Berti, 27 anni, laureato in Giurisprudenza e stage al parlamento europeo. Ha presentato l’autocandidatura come Walter Terreni (altro attivista che si occupa di sicurezza sul lavoro e protezione civile). A Cecina si parla di Saverio Galantucci per il Senato (40 anni, lavora in un’azienda dell’alimentare) e di Giulia Torrini per la Camera. Ma di nomi potrebbero essercene molti altri, considerando che per ora si parla di autocandidature. A questo punto partirà il confronto interno e la verifica dei requisiti, in vista delle parlamentarie online per scegliere i candidati. E il collegio sarà Livorno-Pisa... (j.g.)
ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3 E 4.
Ma quanti sono e chi sono i livornesi che entro le 17 di mercoledì hanno premuto il bottone grigio dello schermo e si sono proposti come possibili candidati del Movimento? Partiamo da chi non c’è, nonostante il suo nome abbia circolato fino a ieri: l’ex consigliere regionale Enrico Cantone, dimesso a maggio dopo l’inchiesta giornalistica sulle società a Malta, alla fine non si è fatto avanti. «C’è stato un dibattito politico interno al Meet sulla mia candidatura – conferma –, ci sono state proposte in questo senso dalla base, ma per regolamento non sono candidabile». Lo dice l’articolo 6 del nuovo testo M5S per la selezione dei candidati, che al punto O recita: “non dovrà essersi dimesso o aver rinunciato ad una carica elettiva, fatti salvi i casi di scioglimento o commissariamento anticipato dell’organo e/o comprovate ragioni di salute».
A sorpresa tra quelli che hanno alzato la mano c’è invece l’ex dirigente ed ex candidato alle primarie Pd Andrea Auteri. Quello che nella primavera del 2015 pubblicò il video della tessera dem gettata nel water, prima di iscriversi al M5S. Nella base pentastellata ieri c’era chi avanzava dubbi sulla sua candidabilità. «Per me sono candidabile – ha spiegato – perché non sono mai stato candidato ad elezioni politiche o amministrative, nel regolamento non si parla di ruoli di partito».
Guardando agli attivisti del Meet up, uno dei nomi che vengono fatti di più è quello di Francesco Berti, 27 anni, laureato in Giurisprudenza e stage al parlamento europeo. Ha presentato l’autocandidatura come Walter Terreni (altro attivista che si occupa di sicurezza sul lavoro e protezione civile). A Cecina si parla di Saverio Galantucci per il Senato (40 anni, lavora in un’azienda dell’alimentare) e di Giulia Torrini per la Camera. Ma di nomi potrebbero essercene molti altri, considerando che per ora si parla di autocandidature. A questo punto partirà il confronto interno e la verifica dei requisiti, in vista delle parlamentarie online per scegliere i candidati. E il collegio sarà Livorno-Pisa... (j.g.)
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