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Posti letto esauriti in ospedale: scatta il piano d’emergenza
Livorno, assalto al pronto soccorso: in 12 sulle barelle per un ricovero Oggi verrà aperta un’ala del 6° padiglione per ospitare i pazienti
LIVORNO. I tre piani del reparto di Medicina, al secondo padiglione, sono pieni: 113 letti su 113 sono occupati. E dal pronto soccorso è scattato l’allarme: «Non ci sono più posti per ricoverare i pazienti», ha comunicato giovedì 4 gennaio il primario Alessio Bertini ai vertici dell’Asl. Già mercoledì il giorno precedente dodici persone erano state costrette ad attendere tutto il giorno sdraiate sulle barelle, parcheggiate dove c’era spazio ai lati dei corridoi e nei saloni del pronto soccorso, in attesa di un letto, che alla fine non è stato trovato. Altre sei invece erano state “appoggiate” al terzo padiglione, cinque ad ortopedia e una a neurochirurgia. Ma anche questi due reparti hanno esaurito le camere disponibili.
Ieri mattina la situazione era identica e nel pomeriggio non è migliorata, anzi, gli accessi sono continuati ben sopra la media, soprattutto quelli di anziani con sindrome influenzale: febbre, problemi respiratori, vomito. E così a metà pomeriggio il direttore dell’ospedale Luca Carneglia ha dato il via libera al piano di emergenza: apertura del primo piano del sesto padiglione (di norma destinato alla chirurgia giornaliera, la cosiddetta day surgery) e richiamo al lavoro di medici, infermieri e operatori socio-sanitari per permettere il funzionamento di questa dependance di Medicina nei locali di Chirurgia. È iniziato così il periodo più difficile dell’anno per il nostro ospedale. Quello del picco influenzale, degli ingorghi al pronto soccorso, dei letti di Medicina esauriti.
Nel gennaio scorso Il Tirreno raccontò in più occasioni le storie di malati costretti ad attendere su una barella per 27-30 ore prima che si liberasse un posto in un reparto. Un giorno si raggiunse addirittura il record di 16 persone in coda per un letto. Quest’anno invece il caos potrebbe essere arginato prima che esploda grazie al cosiddetto “piano per la gestione del sovraffollamento del pronto soccorso” preparato dalla direzione ospedaliera su indicazione della Regione (e duramente contestato nelle scorse settimane da Cgil e Fials). Cosa si prevede esattamente? «L’apertura del sesto primo e l’attivazione di personale in più: un medico, due infermieri e un Oss per ogni turno», spiega Carneglia.
SUPER AFFLUSSO AL PRONTO SOCCORSO. L’assalto al pronto soccorso era previsto già nei giorni a cavallo del Natale e di San Silvestro. Ma la situazione è stata gestita senza particolari criticità, a parte per la giornata del 30 dicembre. Mercoledì 3 gennaio però è arrivato il vero picco, colpa del boom dell’influenza e di un intreccio di problemi vecchi e di imprevisti. I problemi vecchi: troppi accessi impropri che come sempre creano intasamento alle attività di urgenza. Gli imprevisti: una giornata da bollino nero con 10 codici rossi e 29 gialli (in genere sono la metà). Il secondo padiglione, già al limite, è arrivato al colmo, sono stati utilizzati cinque posti liberi ad ortopedia per pazienti comunque stabili ed uno a neurochirurgia per un paziente neurologico.
Ma 12 persone sono rimaste senza un letto in reparto, costrette ad attendere che si liberasse un posto. Mentre il pronto soccorso continuava a riempirsi. E così ieri mattina il primario Bertini ha chiesto l’apertura del sesto primo. «Anche perché - ha spiegato - il disequilibrio tra la domanda di ricoveri e i posti disponibili intralcia anche il buon funzionamento del pronto soccorso e rallenta la nostra capacità di gestire i malati». Davanti a questo quadro, nel pomeriggio, vedendo che la situazione stava ulteriormente peggiorando, è arrivato il via libera da parte di Carneglia al piano straordinario.
14 POSTI LIBERI AL SESTO PADIGLIONE. Ci si chiederà: perché il primo piano del sesto padiglione era chiuso? Perché tra Natale e Befana l’attività programmata di chirurgia in day hospital viene sospesa. Ora, come dicevamo, il reparto è stato riaperto, ma trasformato in un distaccamento di Medicina: dei 43 letti una quindicina saranno utilizzati per accogliere i pazienti provenienti dal pronto soccorso, che saranno seguiti da medici, infermieri e Oss di Medicina.
Da lunedì però l’attività chirurgica riprenderà, sebbene si preveda che riparta a pieno regime solo da mercoledì prossimo. A quel punto se il boom degli accessi dovesse continuare è stato deciso comunque che almeno 8 posti letto del sesto padiglione siano destinati a Medicina. Se basteranno - complice magari l’auspicato calo dell’influenza - lo scopriremo la prossima settimana.
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